Laghi di Sibari, dissequestrato il canale degli Stombi

A disporre il dissequestro è stata la Procura di Castrovillari. Guaragna: «Una notizia che attendevamo da tempo. Ora bisogna mettersi al lavoro per garantire subito il ripristino della navigabilità»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Prima lo scaricabarile sulle responsabilità di giurisdizione dei corsi d’acqua fra Comune, Provincia, Regione, Consorzio di bonifica. Poi il sequestro. Sta di fatto che dalla dipartita di Giannino Furlanis, l’imprenditore veneto “visionario” che realizzò il porto turistico più grande d’Europa – con i suoi 2500 posti barca – in quella che negli anni ’70 era una palude in piena Piana di Sibari, dopo essersene innamorato nel mentre stava costruendo l’autostrada del Sole, i Laghi di Sibari non sembrano trovare più pace.
Un’oasi immensa, bellissima, ma penalizzata alla sua “fonte”. Da anni, infatti, il canale degli Stombi – il corso d’acqua che collega i Laghi al mare – è perennemente insabbiato. E ciò non consente ai laghi stessi di esercitare il loro ruolo naturale.
L’insabbiamento e quindi l’ostruzione del canale, che andrebbe dragato spesso per via delle correnti e la sabbia riportata dalla foce del Crati a due passi, non permette alle imbarcazioni di “entrare” ed “uscire”. Anche perché, nello scaricabarile delle responsabilità, per anni nessuno ha dragato. L’ex sindaco di Cassano allo Ionio, Gianni Papasso, negli anni scorsi ha anche annunciato l’acquisto di una draga, ma poi più nulla.
E così tantissimi residenti, nel tempo, hanno iniziato ad abbandonare i Laghi di Sibari al loro destino, nonostante negli anni ’80 e ’90 non fosse solo uno status symbol, ma soprattutto il ritrovo per eccellenza degli amanti delle barche – possibilmente a vela – da tutta Europa.
Oggi alla Regione non sembra interessare nulla di un gioiello del genere, alla Provincia men che meno, mentre il Comune di Cassano allo Ionio deve fare i conti con le sue finanze.
Una buona notizia, però, ogni tanto giunge ed è di oggi quella relativa al dissequestro del canale degli Stombi, disposto dalla Procura di Castrovillari. A comunicarlo, il presidente dell’associazione Laghi di Sibari, Luigi Guaragna. «Una notizia che attendevamo da tempo con trepidazione – dice il referente del sodalizio che gestisce l’interno dei Laghi e fino alle porte Vinciane che affacciano sul canale – e che ci riempie di gioia: quella di oggi è una giornata storica. Il faticoso lavoro portato avanti in questi mesi, spesso tra incomprensioni, amarezze e anche polemiche e attacchi gratuiti è ampiamente ripagato dal risultato finale. Resterà tempo e modo per analizzare le responsabilità dei disastri passati: l’importante adesso è mettersi a lavorare perché i ritardi accumulati possano essere quantomeno ridotti, così da garantire il ripristino della navigabilità quanto prima, possibilmente già attorno alla metà di luglio».
«Noi abbiamo fatto la nostra parte, ai tavoli tecnici e nel confronto leale, e quando necessario severo e critico, con Comune e Regione, garantendo sempre piena collaborazione anche alla magistratura, le cui inchieste consideriamo salutari e anzi necessarie ai fini di un definitivo chiarimento della vicenda Stombi. Continueremo a fare il nostro: già ieri – conclude Guaragna – abbiamo incontrato i tecnici del Comune e della società incaricata di procedere al completamento della benna dragante. Seguiremo ora l’evoluzione della vicenda con un solo obiettivo: far sì che i lavori di disinsabbiamento possano avere inizio al più presto». Che possano tornare al loro definitivo splendore se lo augurano tutti, anche perché gioverebbe all’intero indotto turistico calabrese. (l.latella@corrierecal.it)







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