Per il Punto nascita di Cetraro «solo una sospensione temporanea»

La Regione smentisce le ipotesi di chiusura e chiarisce che si sta lavorando per risolvere le criticità e chiedere al Ministero la deroga prevista per gli ospedali con meno di 500 parti all’anno

CETRARO Tiene banco la polemica sul Punto nascita dell’ospedale di Cetraro, sul Tirreno cosentino, finito nella bufera nelle scorse settimane per il decesso di una giovane donna, Santina Adamo, morta dopo il parto. La Regione, alla luce delle notizie relative alla chiusura del Punto nascita circolate nelle scorse ore, fa sapere che in realtà è stata disposta solo una sospensione «temporanea» in modo da risolvere le criticità attuali e inoltrare al Ministero della Salute, la richiesta di deroga (prevista dall’art. 1 del D. M. 11.11.2015) per mantenere in attività punti nascita con volumi inferiori ai 500 parti all’anno. La Regione ha valutato la necessità della persistenza del Punto nascita di Cetraro, alla luce dell’indice di natalità espresso dal territorio, del bilanciamento tra domanda e offerta di Punti nascita e delle difficili condizioni oreogeografiche. In effetti i Punti nascita più vicini si trovano a Cosenza (oltre 60 km ed oltre 1 ora di percorrenza), Castrovillari (oltre 70 km e oltre 1 ora) e Lamezia Terme (oltre 80 km e oltre 1 ora e mezza). Dopo la «temporanea» sospensione, nelle more della risoluzione delle problematiche presenti nel Punto nascita di Cetraro, potranno continuare ad essere assicurate «le prestazioni – fanno infine sapere dalla Regione – che non interferiscono con le attività proprie dello stesso Punto Nascita, anche per garantire alle donne assistenza pre e post partum».





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