Le vittime della “Silana Crotonese” e l’autovelox «che Anas non ha voluto»

Dopo l’ennesima tragedia della strada, in cui ha perso la vita un 73enne, il vicesindaco di San Pietro in Guarano ricorda il caso del rilevatore di velocità mai installato in uno dei tratti più pericolosi

COSENZA Francesco Granata, 73enne di Celico, è l’ultima vittima di un incidente stradale sulla 107 “Silana Crotonese” (qui la notizia). L’asfalto della statale che collega la Calabria ionica con quella tirrenica, passando per i monti della Sila, è macchiato del sangue di automobilisti e passeggeri morti sul colpo e dei tanti feriti trasportati d’urgenza all’ospedale. I punti critici sono diversi ma il tratto che attraversa i Comuni presilani, complice anche la presenza di abitazioni ed esercizi commerciali su alcuni bordi della strada, è quello in cui le statistiche delle vittime sono più alte. Tra gimcane obbligate, sorpassi azzardati e limiti di velocità spesso non rispettati i sindaci del comprensorio cosentino anelano mese dopo mese riunioni in Prefettura per arginare il fenomeno. Gli scontri tra autovetture non fanno eccezioni né di stagioni né di età dei coinvolti. A qualche chilometro di distanza in cui ha perso la vita Francesco Granata, impattando contro un’altra autovettura, nel 2017 morì una ragazza di Cosenza di appena 19 anni. Il tratto di strada dove si sono verificati i sinistri mortali ricade nel comune di San Pietro in Guarano. Direzione nord o direzione sud non fa differenza, le auto sfrecciano e il pericolo aumenta quando sulla “Silana-Crotonese” si immettono veicoli dal bivio che collega la statale con il centro presilano. «Nel mese di luglio abbiamo avuto una riunione in Prefettura, perché avevamo l’intenzione di installare un tutor», dice il vicesindaco Francesco Cozza, presente al tavolo coordinato dal vice del prefetto Paola Galeone. Lì si trovava in compagnia di altri primi cittadini del comprensorio. «Avevamo chiesto alla Polizia Stradale l’autorizzazione ad installare il rilevatore elettronico di velocità non per fare cassa ma perché ritenevamo e continuiamo a ritenere che il tratto che ricade sotto la nostra competenza sia particolarmente pericoloso. Avevamo avuto il via libera sia da parte della Polizia che da parte di Anas, ma nell’ultima riunione le cose sono cambiate. Anas ha ritenuto esprimersi in senso contrario sconfessando un suo parere precedente e costringendo il tavolo organizzativo a riunirsi a data da destinarsi». L’amministrazione sampietrese aveva nel frattempo anche redatto un progetto per installare il rilevatore di velocità in tempi celeri e finanziando tutto attraverso proprie risorse. «Adesso aspettiamo che ci riconvochino – conclude Cozza – intanto ancora una persona ha perso la vita in quel tratto di strada». (mipr)







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto