Un anno dopo la tragedia del Raganello. «La verità verrà a galla»

A Civita una giornata per ricordare le dieci vittime dell’esondazione. In Calabria i familiari delle persone scomparse. «Nulla è più come prima, ma abbiamo fiducia nel lavoro dei magistrati»

CIVITA A un anno dalla tragedia costata la vita a 10 persone nelle gole del Raganello, la Calabria ricorda con momenti di preghiera e una fiaccolata in memoria delle vittime. Nella Chiesa Santa Maria Assunta di Civita, alle 18, sarà celebrata una messa in suffragio delle 10 vittime e alle 20 una fiaccolata partirà dalla Chiesa e si concluderà al Belvedere. In questo “giorno della memoria”, il Comitato dei familiari delle vittime del Raganello ha deciso di tornare sul luogo della tragedia per non dimenticare quanto accaduto. E soprattutto per chiedere maggiore sicurezza.
E’ ancora vivo il ricordo di quanto accaduto il 20 agosto 2018, quando una piena improvvisa ha travolto due gruppi di escursionisti intenti a visitare le Gole. A perdere la vita nove turisti e una guida, Antonio De Rasis.
Un mese fa, la Procura della Repubblica di Castrovillari ha notificato un avviso di conclusione indagini a 14 persone (sette in più rispetto al numero di indagati originario), tra le quali figurano amministratori locali, operatori turistici e guide, accusati a vario titolo di omicidio colposo, lesioni colpose, omissione in atti d’ufficio, esercizio abusivo della professione. In particolare, sarebbe stata ignorata l’allerta gialla diramata per quel giorno dalla Protezione civile. Adesso gli indagati avranno 20 giorni di tempo per depositare le memorie difensive.
Tornerà in Calabria anche Giovanni Sarnataro, marito di Immacolata Marrazzo e padre di due ragazzini scampati alla furia del Raganello, una delle vittime. L’avvocato, parlando con il quotidiano Metropolis, spiega: «Ho grande fiducia nel lavoro dei magistrati. Sono certo verrà accertata la verità e stabilite eventuali responsabilità». Insieme alla moglie, Sarnataro perse due carissimi amici – appassionati di trekking, come la coppia di Torre del Greco – e vide entrambi i suoi bambini finire in ospedale, fortunatamente senza conseguenze. «Nulla è come prima», racconta a un anno di distanza.







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