Cassano, Papasso: «Chiusura delle grotte di Sant’Angelo, un dispetto alla città»

«I turisti protestano per la chiusura al pubblico dell’unica grotta turistica della Calabria»

«Il complesso carsico delle Grotte di S. Angelo, sito di grande interesse speleologico e archeologico e, insieme agli Scavi ed al Museo di Sibari, principale attrattore turistico, in un territorio già ricco di risorse culturali e naturali è chiuso al pubblico da settembre 2018 e versa in uno stato di completo abbandono e di degrado».
La denuncia giunge dall’ex sindaco di Cassano. Puntando l’indice sul deficit dell’offerta turistica, Gianni Papasso rammenta – via Facebook – anche come la sua amministrazione «consapevole dell’importanza del sito, in una città che basa la propria crescita culturale ed il proprio sviluppo economico essenzialmente sul turismo e sul sapiente utilizzo del proprio patrimonio storico e naturalistico, aveva investito molto sulla promozione e la valorizzazione delle Grotte, gestite direttamente dal Comune».
«Basti pensare – scrive ancora Papasso – alla preziosa azione di marketing, grazie alla quale si era verificato un significativo e sempre più crescente incremento delle presenze turistiche, non solo alle Grotte, ma anche nel centro storico di Cassano e nell’area archeologica di Sibari, con grande beneficio per il commercio e l’economia della città. Non solo, la mia Amministrazione ha provveduto anche al miglioramento della fruibilità del sito e grazie ad un finanziamento di 800.000 euro, ottenuto dalla Regione Calabria, sono stati aperti al pubblico nuovi ed affascinanti percorsi all’interno delle grotte. Percorsi – insiste Papasso – che sono stati inaugurati il 10 agosto del 2016, alla presenza del Sottosegretario di Stato ai Beni Culturali ed la Turismo, On. Dorina Bianchi. Soprattutto, si è pensato di puntare sulle risorse umane di questo territorio e di offrire al turista un’organizzazione fatta di giovani qualificati e preparati, ai quali, nel contempo, è stata data l’opportunità di far valere le proprie conoscenze ed il proprio sapere. Infatti, nel 2016, causa anche la carenza di organico, è stata sottoscritta una convenzione di collaborazione tra il Comune di Cassano e una Associazione di giovani e qualificati speleologi e professionisti, in possesso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali, Archeologia e Storia, operante sul territorio comunale per la valorizzazione e promozione dei beni speleologici, archeologici, storici ed ambientali. Tali giovani professionisti hanno egregiamente collaborato con la guida turistica, il personale e l’Ufficio di Promozione Turistica del Comune nella gestione del servizio di promozione, accoglienza, accompagnamento e fruizione del percorso turistico delle Grotte di S. Angelo, con entusiasmo e grande spirito di abnegazione, ottenendo risultati lusinghieri per quanto riguarda il gradimento dei turisti».
L’ex primo cittadino di Cassano evidenzia poi come da 15 settembre 2018 «tutto questo sia stato vanificato: le grotte chiuse per decisione dei commissari, i turisti ed i tanti tour operator svaniti, i giovani professionisti allontanati dalle grotte, senza neanche una spiegazione o una parola di ringraziamento per l’impegno profuso. Il Comune – queste ancora le parole di Papasso – lamenta la caduta di alcuni massi dal muraglione di San Marco (avvenuta successivamente alla chiusura delle grotte): orbene, non risulta sia stato fatto nulla, in un anno, per ripristinare lo stato dei luoghi e mettere in sicurezza il sito! Inoltre, se le grotte sono state chiuse per motivi di sicurezza, come mai l’area non è stata delimitata e non vi sono cartelli che indicano lo stato di pericolo, inibendo l’accesso al pubblico? Pare non esista neanche più l’impianto che illuminava la strada di accesso ed il piazzale antistante l’ingresso della Grotta, essendo il sito divenuto meta di ladri e vandali!
Inoltre, grazie anche all’incuria e alla mancata manutenzione e pulizia del sito, il terribile incendio dei giorni scorsi ha praticamente cancellato tutto quanto serviva a rendere turisticamente attraente l’esterno delle grotte».
Per l’ex primo cittadino del comune sibarita, «è legittimo, alla luce dei fatti, dubitare che tutto sia avvenuto, anche l’allontanamento dei giovani professionisti, nel tentativo di cancellare tutto quanto potesse risalire all’impegno della mia amministrazione, che andava per forza criminalizzata, secondo i canoni di una politica non proprio super partes! Con la chiusura delle grotte il danno è stato fatto alla città, non certo alla mia persona. È stato fatto all’immagine di una città a vocazione turistica, ai tanti turisti che continuano a recarsi presso il sito e trovano l’amara sorpresa di un ambiente alla mercé del più completo abbandono e degrado, ai commercianti, ai tour operator del territorio – chiosa Gianni Papasso – con tutte le negative conseguenze sul piano economico. Riparare a tali danni sarà impresa faticosa»







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