Gas radon, bonificato l’edificio scolastico di Celico

Con l’apertura dell’anno scolastico, il prossimo 16 settembre, la scuola sarà restituita alla sua fruibilità. La soddisfazione del direttore generale di Arpacal, Domenico Pappaterra

CELICO «Quando un progetto di monitoraggio ambientale, nello specifico la misurazione della presenza di gas radon nelle scuole pubbliche, diventa un caso virtuoso di collaborazione tra enti e popolazione residente per la prevenzione di una criticità ambientale. Un piccolo caso di “Citizen science” in cui l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal) ha dato il suo contributo tecnico-scientifico alla soluzione di una delicata criticità ambientale».
È quanto dichiara il direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra, in merito a quanto sta succedendo in questi giorni a Celico, comune della Presila cosentina, dove lunedì prossimo, 16 settembre, in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, sarà restituito alla fruibilità della comunità, che oltre a docenti ed operatori interessa la popolazione giovanile che frequenta dal nido sino alla terza media, il locale edificio dell’Istituto Comprensivo “Abate Gioacchino”.
Il fabbricato, infatti, è stato oggetto di una delicata e complessa opera di bonifica dalla presenza di gas radon nei locali, con valori misurati ben al di sopra della soglia imposta dalla normativa, per la quale si è resa necessaria una pronta azione al fine di garantire, oltre alla salubrità dei locali e la sicurezza di chi li frequenta, la perfetta idoneità degli stessi prima che iniziasse, appunto, il nuovo anno scolastico.
L’intera vicenda ha origine dalla campagna di monitoraggio della presenza di gas radon negli edifici pubblici dei comuni calabresi, che l’Arpacal, da circa un decennio, sta portando avanti su tutto il territorio regionale. In ogni comune aderente, come è stato il caso di Celico, vengono individuati locali pubblici – come il municipio o gli edifici scolastici – ed abitazioni di privati cittadini che, opportunamente informati sulla natura del progetto, accettano di far posizionare i dosimetri nelle proprie abitazioni. Questi piccoli strumenti, della forma di un dischetto nero, vengono posizionati e raccolti in genere dopo sei mesi o un anno di misurazione, analizzati nel laboratorio fisico “E. Majorana” del Dipartimento provinciale di Catanzaro dell’Arpacal, che restituisce ai Comuni ed ai cittadini un referto in cui si certificano i valori misurati.
L’edificio scolastico di Celico presentava, dopo il periodo consueto di misurazione, valori molto alti, tali da attivare subito un coordinamento tra i diversi enti competenti, per bonificare l’area.
Nel maggio scorso, attivata la procedura dall’Arpacal, il direttore dello Spisal dell’Asp di Cosenza, convocava un tavolo tecnico presso la sede del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp, invitando a partecipare il sindaco del Comune di Celico, il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Abate Gioacchino di Celico, il dirigente del laboratorio fisico Arpacal di Cosenza, Raffaella Trozzo, e il dirigente del laboratorio fisico “E. Maiorana” Arpacal di Catanzaro, al fine di valutare i risultati del certificato di analisi della concentrazione di gas Radon riferito all’attività di controllo svolta da quest’ultimo laboratorio presso l’Istituto comprensivo e per «promuovere le relative azioni di bonifica/eliminazione del rischio».
A conclusione di questa riunione, il sindaco di Celico, Antonio Falcone, dava mandato alla società Fiorad Srl l’incarico per la ricerca di soluzioni finalizzate alla mitigazione della concentrazione di gas radon negli ambienti dell’istituto scolastico, e nominava Fiorello Martire, esperto qualificato in radioprotezione, iscritto nell’elenco nazionale degli Esperti qualificati di 3° grado, quale professionista incaricato allo scopo.
A questo punto, in coordinamento con il laboratorio fisico “E. Maiorana” Arpacal di Catanzaro, nella persona Salvatore Procopio, partiva un dettagliato studio per individuare le possibili vie di introduzione dell’agente dannoso e ad attuare le misure di mitigazione e di bonifica del sito. In particolare, come causa principale del problema è stata individuata l’esistenza di un piano interrato sottostante l’attuale “piano terra”, che rappresentava una sorta di serbatoio per il gas radon proveniente dal sottosuolo, senza che per lo stesso vi fosse la possibilità di fuoriuscita verso l’esterno. Si è, quindi, intervenuti con opere che al contempo riducessero la concentrazione del radon in questo “serbatoio” e depressurizzassero il piano interrato rispetto agli ambienti soprastanti, con un sistema di areazione capace di depressurizzare i locali e aspirare aria verso l’esterno.
Prima della conclusione dei lavori strutturali, la ditta esecutrice dei lavori ha ottenuto la visita di Salvatore Procopio per visionare gli interventi effettuati; lo scorso 1 agosto 2019, sono stati, quindi, posizionati i dosimetri passivi in tutti gli ambienti ritenuti a potenziale rischio radon, per verificare l’efficacia dell’intera operazione. Così è stato: dosimetri rimasti per un mese in modalità di registrazione, nei locali della scuola completamente chiusi, e ritirati in data 02 settembre scorso.
I locali della scuola, quindi, tornati alla loro completa fruibilità, senza alcun rischio sanitario e ambientale, ed ora il sindaco di Celico potrà “restituirli” al dirigente dell’Istituto comprensivo per il nuovo anno scolastico.







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