Laratta: «Lo spopolamento dei piccoli comuni sia al centro dell’agenda politica»

L’ex parlamentare ha partecipato a Cropalati a “Festa Democratica”. All’iniziativa ha presentato il suo volume “Vantativinne”

CROPALATI «Si possono anche vincere le elezioni ma il rischio è che si perda la Calabria, purtroppo definitivamente». Lo ha detto l’ex parlamentare Franco Laratta, che ieri (domenica 20 ottobre) è stato impegnato in una serie di iniziative in alcuni piccoli comuni delle aree interne della Sila Greca, nella provincia di Cosenza.
«Il dramma dello svuotamento dei piccoli comuni – aggiunge – sta passando sempre più inosservato, tanto da non essere nemmeno accennato nella discussione pre-elettorale per le prossime regionali. La situazione è così grave che sarebbe necessario uno sforzo unanime di tutte le forze politiche, ad di là di chi vincerà e di chi perderà le elezioni».
Secondo l’ex parlamentare, chiunque andrà a governare per i prossimi 5 anni, dovrà fare i conti con lo spopolamento dei paesi, piccoli e grandi. «La situazione in particolare dei piccoli comuni delle aree interne – denuncia Laratta – registra punti di non ritorno: stanno chiudendo anche i distributori di benzina, non si trovano più medici, chiudono le scuole. Davanti a questo dramma, che ormai sta crescendo in proporzioni drammatiche, la politica non può più far finta di non sapere. Su questi tempi occorre trovare l’unità di tutte le forze politiche e sociali, per farne un caso nazionale ed europeo».
Nel piccolo comune di Cropalati, dove Laratta ha presentato ieri sera il suo libro “Vantativinne”, nel corso della “Festa Democratica” alla presenza del sindaco, degli amministratori comunali e di diversi cittadini, la discussione ha toccato i temi delle gravi difficoltà in cui sono costretti ad operare le amministrazioni locali.
In conclusione del dibattito è apparso a tutti chiaro che la Calabria è troppo piccola e lontana da non poter reggere uno spopolamento così massiccio, che secondo gli istituti specializzati, nel giro dei prossimi 20-30 anni porterà a perdere dai 300mila ai 500mila abitanti.
«Che cosa deve accadere di più prima che la politica e le istituzioni si muovano?», è stata l’amara conclusione di Laratta.







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