Unical, inizia l’era di Leone. «Siamo pronti a competere con i grandi atenei»

Passaggio di consegne tra Gino Mirocle Crisci ed il nuovo rettore del campus. «Lascio una università in vita ed integrata nel territorio». Internazionalizzazione e didattica i pilastri su cui fondare i prossimi sei anni

di Michele Presta
RENDE
Il tempo delle formalità è terminato. Nicola Leone è ufficialmente il rettore dell’Università della Calabria. È il primo in assoluto ad assumere la direzione del campus che prima ancora che docente e direttore del dipartimento di Matematica e Informatica, lo aveva avuto come studente. Il cerchio della vita dell’UniCal si chiude e con l’elezione di Leone dà dimostrazione di quanto profonde siano le radici dell’ateneo sul territorio calabrese. Gino Mirocle Crisci, in una cerimonia nell’aula magna dell’ateneo, ha consegnato al suo successore una campanella e un badge. La prima è utilizzata per dare inizio alle sedute del senato accademico, «vedrò di farla tintinnare con più forza» scherza subito Leone. Il badge serve per entrare nel palazzo di vetro che tra i cubi ospita il rettorato. «Latorre mi diede una chiave – dice Crisci – io ti consegno un badge, con gli anni ci siamo evoluti».

IL FUTURO PROSSIMO Didattica e internazionalizzazione. Su queste basi il nuovo rettore vuole costruire il suo sessennio. Già nelle prossime settimane sono previsti degli appuntamenti con dei partner cinesi, ma Leone promette che sarà solo l’antipasto. C’è da fidarsi. Il neo rettore è apprezzato in Italia quanto all’estero. Le sue pubblicazioni scientifiche ed i suoi lavori sono finiti sulle più importanti riviste internazionali di settore. «Creeremo un ufficio dedicato alla progettazione – spiega il nuovo rettore – e ci sarà un delegato che si occuperà solo di questo. In questo modo favoriremo la partecipazione ai bandi europei e non solo. Dobbiamo credere in quello che facciamo perché abbiamo tutte le capacità e le caratteristiche per competere con le migliori università del paese e dell’Europa». Tutto passerà per la vita del campus, infatti, in cantiere c’è l’ampliamento dei servizi per i residenti dell’ateneo affinché la zona diventi più vivibile non solo durante le ore didattiche. «Per animare il campus è necessario ci siano servizi e attività sociali – aggiunge Leone -. Abbiamo già avuto una interlocuzione con gli uffici regionali per avere un finanziamento sul social housing. Potremmo recuperare 500 alloggi in agibili e oltre a questo potremmo installare una piccola lavanderia così come un supermercato. Tutto questo si sposa con quello che c’è nel nostro programma».

«SCHIENA DRITTA DAVANTI ALLA POLITICA» Il parterre per la staffetta Crisi – Leone è stato d’eccellenza. Cariche civili e militari e religiose, ma ovviamente anche tanta politica. In prima fila Mario Oliverio con il sindaco di Rende Marcello Manna e quello di Montalto Uffugo, Ugo Gravina. I tre amministratori, insieme a Crisci qualche più di un mese fa hanno siglato un patto per la mobilità (qui la notizia). «Nei confronti della politica non avrò un atteggiamento servile – dice Leone -. Dialogheremo nel rispetto reciproco di un rapporto istituzionale ma agli aspiranti candidati dico che la legge regionale sul diritto allo studio deve essere una priorità. Dobbiamo avere la possibilità di programmare con finanziamenti certi».

L’EREDITÁ DA PRESERVARE Il risultato più importante: la copertura totale dei borsisti aventi diritto. Crisci incensa Oliverio per questo risultato con il segno più. Per quelli con il segno meno, bacchettate ai ministri. «Sono venuti tutti, indistintamente – spiega l’ex rettore – ma nessuno di loro ha lavorato per il bene del nostro ateneo. Le differenze per le università del nord sono palesi: da noi uno studente vale 4mila euro. La media nazionale e di 6mila e questo però incide sui trasferimenti». Nonostante questo, grazie ai 71 milioni di euro erogati dalla regione l’ateneo è cresciuto. Dottorandi, assegnisti di ricerca, interventi in infrastrutture, ammodernamento. Tutto questo è passato sotto le mani di Gino Mirocle Crisci. «Poi voglio aggiungere una cosa. Se ne possono dire tante, ma da noi la media per la tassazione degli studenti è di circa 700 euro. Siamo i terzultimi in Italia. Non vogliamo che persi nulla sulle spalle degli studenti». Nel suo discorso di saluto, l’ex inquilino del rettorato ha ribadito gli importanti risultati in ambito dei progetti europei. «Dobbiamo migliorare la didattica – conclude Crisci -. Sono stati messi  a bando attività per migliorare i lavoratori le aule e altre strutture ma la vera sfida sarà essere al passo con la didattica condivisa e quella a distanza» (m.presta@corrierecal.it)







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