Conti e concessioni sportive, a Rende la minoranza chiede un’operazione verità

Mimmo Talarico e Andrea Cuzzocrea hanno anticipato i temi delle due prossime riunioni consiliari. «Vogliamo che si faccia chiarezza su questi argomenti, su cui aleggiano solo ombre»

Mimmo-Talarico

RENDE I conti pubblici e la concessione dello stadio Lorenzon. La minoranza in consiglio comunale a Rende è pronta a dare battaglia. E gli appuntamenti già segnati in agenda sono le due riunioni del consiglio comunale del 7 e del 13 novembre. Mimmo Talarico e Andrea Cuzzocrea, nel corso di una conferenza stampa organizzata dall’associazione “Attiva Rende” (presieduta da Marina Simonetta e Massimo Ladeda) hanno anticipato i temi delle prossime riunioni nell’assise comunale. «Per quanto riguarda l’utilizzo dello stadio chiediamo la revoca del diritto di utilizzo e dell’eventuale diritto di superficie concesso alla società Rende Calcio». Un appello che i consiglieri di minoranza indirizzano al sindaco Marcello Manna considerato che i biancorossi disputano le partite casalinghe a Vibo Valentia. «I nostri sportivi sono costretti a recarsi a Vibo Valentia e non si capisce il perché di questa concessione gratuita se non si utilizza lo stadio per le partite casalinghe. È una situazione strana e vogliamo che il sindaco riferisca sulle condizioni che lo hanno spinto a questo». Ma il cono d’ombra, secondo i consiglieri alla sinistra di Manna, non incombe solo sulla gestione degli impianti sportivi. C’è un capitolo più delicato e riguarda i conti pubblici. «Il 13 novembre forniremo le controdeduzioni alle numerose obiezioni sollevate dalla Corte dei conti – aggiunge Talarico –. Speriamo che per il nostro Comune venga scongiurato il dissesto e tutte le conseguenze che porta con sé. Ma al momento dobbiamo dire con forza che il sindaco, il suo assessore e i responsabili hanno detto negli anni passati un sacco di bugie». Il crack finanziario del Comune di Rende è episodio consegnato alla storia ma l’argomento torna di prepotenza nel dibattito politico della città oltre il Campagnano. «La maggioranza ha lasciato intravedere negli anni la possibilità che il dissesto fosse scongiurato. Oggi – conclude Talarico – abbiamo di fronte delle obiezioni di sostanza che ci consegnano un dato significativo: i conti non sono in ordine. C’è di più si paventa il dissesto. A questo punto uno dei due mente. O i giudici o il sindaco Marcello Manna. Noi siamo disponibili a collaborare ma a patto che si chieda scusa alla cittadinanza». (mi.pr)







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