Regionali, ecco i nomi della Sibaritide nel Risiko delle candidature

In molti ambiscono o sono dati per certi nella corsa a Palazzo Campanella. Ma c’è anche chi, come Promenzio e Straface, rifiuta la corte dei partiti

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Tra sogni e realtà, solitamente ce ne passa, così come fra ambizioni e fatti concreti. In attesa che le simmetriche matasse che stanno coinvolgendo le candidature alla presidenza della Regione nel centrodestra e nel centrosinistra vengano dipanate, c’è chi “sogna” un posto al sole, chi vi “ambisce”, ma anche chi, pur invitato a partecipare, guarda a Palazzo Campanella con indifferenza perché assorbito da altri impegni.
Nell’agone delle prossime elezioni regionali, le grandi manovre di “reclutamento” sono iniziate da un bel pezzo e qualcuno sembra avere già le idee chiare in quello che è il grande gioco delle candidature per il rinnovo del consiglio regionale dall’area sibarita, notoriamente portatrice d’acqua per gli altri.
Per la prima volta nella storia Corigliano Rossano concorrerà unita. Un dato che non dovrebbe confortare o discostarsi molto da quanto accadeva fino a ieri, ovvero che nelle due – ora unica – città primeggiassero rappresentanti di altri territori. Che la terza città della Calabria oggi converga su due, tre, quattro nominativi sembra una chimera, anche perché molto difficilmente chi si proporrà è disposto a fare gioco di squadra con gli odiati “compaesani”. Consueti fratelli coltelli in salsa bizantina, insomma.
CENTRODESTRA Sarà in gennaio il giorno che vedrà i calabresi recarsi alle urne. Nell’attesa, a voler analizzare quanto sta accadendo nei territori del nordest della regione, sarà certamente della partita Ernesto Rapani, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, nella lista del suo partito, dove sulle ali di un rinnovato consenso manifestatosi anche nella “rossa” Umbria, ci sarà da sgomitare. Dal 2013 ad oggi il portavoce di Giorgia Meloni in Calabria ha “fondato” e organizzato il partito aprendo circoli un po’ ovunque. FdI, a quanto pare, però, non sarà una lista di cavalleggeri.
Così come scenderà in campo Giuseppe Graziano, forte dei consensi ottenuti nell’ultima competizione elettorale regionale nel 2014. Difficile, però, azzardare con chi: Fdi, Lega e Fi (da dove è uscito sbattendo la porta) sembrano aver già rimpinguato. A voler azzardare, Il Coraggio di Cambiare, Udc o liste civiche, come quella in cui è stato eletto (Casa delle Libertà) cinque anni orsono, potrebbero rappresentare l’humus ideale. A proposito di Lega, i ben informati danno per certo, nella lista di Salvini, Paolo Maria Lamenza, coordinatore jonico.
Fuori dalle “mura” della città, certamente si candiderà l’ex sindaco di Cassano Gianluca Gallo, dopo essere subentrato a Graziano nell’ormai nota diatriba legale. Scontata l’iscrizione nella lista del suo partito di riferimento, Forza Italia, così come prevedibilmente dovrebbe essere suo – si dice – uno scranno in giunta se il centrodestra dovesse spuntarla, dopo aver accumulato esperienza in tre mandati. Sempre fra i forzisti, un altro nome da spendere sarà quello del sindaco di Crosia, Antonio Russo.
CENTROSINISTRA Tra i riformisti che hanno “rottamato” Oliverio sin dai primi giorni in cui hanno iniziato a spirare i venti nazionali e contrari al governatore, c’è il consigliere comunale di Corigliano Rossano, già vicesindaco e assessore al Turismo di Rossano, Aldo Zagarese. Il suo è un nome già appuntato nella lista del Pd o – nell’eventualità dei troppi galli nel pollaio – in una correlata. Al motto di “rinnovamento” a tutti i costi, Zagarese potrebbe contare – il condizionale è d’obbligo trattandosi di Pd e dei suoi mille rivoli – sostanzialmente sull’appoggio della quasi totalità dei dem di Corigliano Rossano, nonostante un’ala conservatrice parteggi fortemente per Oliverio. Al fianco di Zagarese, fra le fila dem, ci sarà anche Franco Mundo, sindaco di Trebisacce.
Sullo sfondo, molto sfumata, invece, l’ipotesi Stefano Mascaro, l’ultimo sindaco di Rossano, vicinissimo a Oliverio che proprio oggi a Lamezia ha riunito i tavoli di ascolto utili a partorire i punti cardine del suo programma elettorale, a testimonianza che non vuol mollare la presa, nonostante sia ostracizzato dal suo partito.
TERZO POLO La candidatura indipendente di Carlo Tansi potrebbe coinvolgere altre assi della politica sibarita. Fra queste, potrebbe balzare agli onori della cronaca politica il giovane consigliere di Corigliano Rossano, Domenico Rotondo, in quota al sindaco Flavio Stasi, che al di là delle congetture sul suo nome, al Corriere ha dichiarato di non volerne sapere. «Non abbiamo deciso nulla – ha detto, glissando sulle decine di telefonate di “corteggiamento” perché una città di 80mila abitati fa gola agli appetiti politici di molti – di certo non mi candiderò. Aspetto solo di capire chi saranno i candidati ufficiali per poi convocarli, puntando all’unità di intenti».
Dal giudizio della piattaforma Rousseau, invece, passeranno le candidature del Movimento Cinque Stelle, seppur ci sia già qualcuno che scalpita.
«NO, GRAZIE» Ma c’è anche chi ha risposto un cortese “no, grazie” agli inviti a partecipare. Fra questi, Gino Promenzio, a quanto pare corteggiatissimo bipartisan, dopo non aver raggiunto il ballottaggio per pochi voti alle prime elezioni amministrative di Corigliano Rossano, grazie ai suoi 12mila consensi. Un “no, grazie”, pare lo abbia detto anche Pasqualina Straface – ex sindaco di Corigliano – assolta «perché il fatto non sussiste» dalle accuse che la vedevano coinvolta nello scioglimento del comune per infiltrazioni mafiose. La partita a Risiko, insomma, sembra essersi delineata, benché non siano da escludere partecipanti dell’ultimo momento. (l.latella@corrierecal.it)







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