Corigliano Rossano, il Crati fa paura. Ma per i lavori c’è ancora da aspettare

La senatrice M5S Abate si rivolge alla Regione per sollecitare l’iter della messa in sicurezza del tratto esondato lo scorso anno. Ma dalla Cittadella fanno sapere che si aspetta ancora il via libera Sovrintendenza per i beni archeologici

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO L’allerta meteo in via di schiarita ha preoccupato e non poco le aree abitate che gravitano sul Crati nel territorio di Corigliano Rossano. Ancora vivido il ricordo dell’esondazione dello scorso anno (qui la notizia) per non concentrarsi sui nuvoloni neri che stanno attanagliando l’area jonica dal pomeriggio di ieri. Nella notte tra lunedì e martedì il Crati non ha preoccupato, nonostante vi siano ancora dei lavori in itinere per il rifacimento ed il consolidamento degli argini. In proposito la senatrice del Movimento 5 Stelle Rosa Silvana Abate ha inoltrato alla Regione ed agli uffici competenti, tra cui quello del responsabile del procedimento Domenico Pallaria, una diffida che, per certi versi, l’Ente ha rispedito al mittente. «Lo scorso 21 agosto – ha scritto la senatrice nel ripercorrere tutto l’iter – ho appreso da una comunicazione ufficiale pubblicata proprio sul sito della Regione Calabria che era stata avviata la procedura per l’aggiudicazione dei lavori di messa in sicurezza del tratto del fiume Crati e del torrente Muzzolito, in località Thurio nel comune di Corigliano Rossano, oggetto della triste alluvione del novembre dello scorso anno che ha distrutto interi raccolti e greggi. La Regione Calabria aveva pubblicato in data 8 agosto 2019 il bando di gara per la selezione dell’impresa che dovrà realizzare i lavori per il rifacimento e consolidamento degli argini. L’importo complessivo dell’intervento è di 900.000 euro e la scadenza per la presentazione delle offerte era fissata per giorno 9 settembre 2019. L’obiettivo era concludere – ha spiegato ancora la Abate – la procedura per l’aggiudicazione definitiva dei lavori entro la fine del mese di settembre, per consentire finalmente la definitiva messa in sicurezza e il ripristino della officiosità idraulica del tratto di fiume Crati». Con la stagione delle piogge ormai in corso, la senatrice ha diffidato la Regione per «capire a che punto siano le pratiche». «Settembre è ormai passato e si sta concludendo anche ottobre. La gente di Thurio – ha terminato Rosa Silvana Abate – ha timore che possano tornare gli incubi dello scorso anno e, dunque, bisogna far presto. Devo segnalare che, con rammarico, la presente richiesta fa seguito a quella già inviata lo scorso venerdì 20 settembre, oltre un mese fa, ma alla quale ancora non ho ricevuto risposta. Per questo ho diffidato la Regione e il responsabile dell’intervento Domenico Pallaria: dal 21 agosto ad oggi sono passati oltre due mesi e i lavori sarebbero dovuti cominciare già da un pezzo mentre le prime piogge continuano già a cadere sulla Sibaritide». Fin qui la missiva della senatrice rivolta alla Regione ed ai funzionari, i quali al Corriere della Calabria hanno spiegato qual è lo stato dell’arte del ripristino e del consolidamento di un argine che preoccupa tutti. «Stiamo per consegnare i lavori alla società aggiudicatrice, la società Battipaglia di Botricello, – hanno risposto il dg del Dipartimento Lavori Pubblici Pallaria e il dirigente del settore Funzioni territoriali Gianfranco Comito – ma non possiamo definire un cronoprogramma, semplicemente perché siamo in attesa dell’autorizzazione ai lavori da parte della Sovrintendenza per i beni archeologici di Cosenza. La gara è stata completata già a settembre e non resta che rimanere in attesa del certificato della Sovrintendenza, con una tempistica difficile da decifrare. Appena il documento della Sovrintendenza sarà inviato alla Regione, autorizzeremo subito i lavori». Gli abitanti di Thurio e Ministalla, insomma, dovranno attendere ancora per sentirsi più sicuri in giornate come queste. (l.latella@corrierecal.it)







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