Lo «scandalo» delle sale operatorie mai aperte a Castrovillari: «Sprecati 5 milioni»

La denuncia di Guccione: «A distanza di dieci anni non sono ancora collaudabili a causa dell’inerzia della Regione. L’intero appalto non è stato gestito secondo la normativa vigente. Intervenga la Corte dei conti»

COSENZA «È trascorso un anno da quanto era stato detto dal presidente della Giunta regionale in risposta a una mia interrogazione presentata nell’ottobre del 2018 sulla vicenda del Blocco operatorio dell’ospedale Spoke di Castrovillari. Quattro sale operatorie (Cardiochirurgia, Ortopedia e due di Chirurgia), costate 4.778.400 euro, inaugurate più volte in modo farlocco e mai entrate in funzione. Dopo dieci anni, infatti, risultano non collaudabili visto che manca la progettazione della Centrale gas medicali e del Gruppo elettrogeno. Nulla è stato fatto dalla Regione Calabria per prevedere gli interventi necessari all’apertura del Blocco operatorio». È quanto afferma il consigliere regionale Carlo Guccione, che ha inviato una seconda interrogazione a risposta scritta al presidente Mario Oliverio visto che «la Regione Calabria ha speso inutilmente cinque milioni, sprecando risorse pubbliche per un’opera che non può entrare in funzione se non vengono effettuati gli interventi per procedere al collaudo, all’accreditamento e all’utilizzo del Blocco operatorio del presidio ospedaliero di Castrovillari».
Guccione aveva effettuato anche una visita ispettiva all’ospedale “Ferrari” di Castrovillari per verificare lo stato delle sale operatorie e aveva avuto modo di constatare personalmente «lo stato di abbandono» e l’impossibilità di utilizzare il Blocco operatorio. «L’intero appalto non è stato gestito secondo i canoni e la normativa vigente». Questo è quanto emerge dalla documentazione in possesso del consigliere regionale, che parla di «fatti e circostanze gravi, sprechi, inadempienze, difformità progettuali che hanno portato a una lievitazione dei costi e alla realizzazione di quattro sale operatorie che oggi – sottolinea Guccione – non possono essere utilizzate nonostante formalmente i lavori risultino ultimati. Uno spreco che fino ad oggi è costati ai cittadini circa 5 milioni di euro».
Tra l’altro, già un anno fa in risposta alla prima interrogazione
veniva specificato che: «Il tecnico designato alla verifica della congruenza tra quanto progettato, appaltato e realizzato, dopo una puntuale ricognizione alla quale ha partecipato, in contraddittorio, personale indicato dalla Sapiolife, ha evidenziato situazione discrasiche tra i lavori eseguiti e il progetto esecutivo nonché differenze rispetto a quanto necessario per l’accreditamento delle sale operatorie. (…) Tuttavia va precisato, comunque, che non si potrà procedere all’attivazione delle Sale operatorie stante la mancanza della progettazione della Centrale Gas medicali, del Gruppo elettrogeno e i lavori correlati all’utilizzazione delle Sale operatorie da parte degli operatori quali spogliatoi e bagni. Queste opere, che non sono state previste dalla progettazione della prima fase, vanno finanziati, progettati e appaltati con gara. Pertanto, nella migliore delle ipotesi, non si potrà procedere al collaudo, all’accreditamento e all’utilizzo delle Sale operatorie se non dopo il periodo necessario per realizzare quanto dettagliatamente evidenziato».
«È passato inutilmente un anno dalla risposta fornita dalla Regione Calabria ma siamo al punto di partenza. Una vicenda scandalosa. In questi anni sono state dilapidate importanti risorse economiche – afferma Guccione – destinate ai cittadini dell’area del Pollino per moderne sale operatorie che oggi, invece, risultano inutilizzate. Quello che più fa rabbia è che la Regione Calabria, nonostante le numerose sollecitazioni, non è stata in grado o per inerzia non ha voluto mettere in atto quelle procedure necessarie a stabilire un cronoprogramma dei lavori per aprire finalmente il Blocco operatorio. Tale vicenda non può essere affrontata da parte della Regione in modo burocratico e ragionieristico. Tanti sprechi nella sanità sono frutto di una gestione che vede insieme la malapolitica e i comitati d’affari che hanno lucrato centinaia di milioni dal sistema sanitario calabrese destinati alla cura dei cittadini».
«Credo tra l’altro – ha evidenziato Guccione nell’interrogazione – sia opportuno segnalare alla Corte dei Conti e agli organi competenti la grave situazione che ha portato alla mancata apertura del Blocco operatorio».







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