Svelato «il grande inganno» di Enel per abbandonare Corigliano Rossano

La denuncia dell’ex sindaco Caracciolo: «Chiuderanno il progetto di riconversione Futur-E e i turbogas rimarranno, la centrale in sé continuerà ad essere smantellata, adesso anche con l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
«Ecco svelato il grande inganno di Enel e Futur-E». La comoda «via di fuga» inventata dal «moloch» dell’energia per abbandonare questa terra «senza pagare il giusto prezzo», per l’ex sindaco Tonino Caracciolo è «una presa per i fondelli triennale nei confronti del territorio».
L’ITER Il colosso energetico, nel marzo 2016 in una pomposa conferenza stampa alla presenza dei vertici nazionali dell’azienda e del governatore Mario Oliverio, lancia un programma di riconversione dei siti di 23 impianti – Futur-E, appunto, e tra questi la centrale termoelettrica di Rossano – che per Enel rappresenta sulla carta un’occasione per riqualificare, ovvero «raccontare nuove storie di sviluppo per i territori, di innovazione sostenibile e di riqualificazione energetica».
Un bando di idee, ampiamente criticato. In molti, già in quei giorni, sono dell’idea che Futur-E sia solo un escamotage per liberarsi dalla bonifica dei terreni. Per il sito di Rossano – lo dice Enel nei mesi successivi – arrivano sei proposte di riqualificazione, delle quali però non se ne sa più nulla.
Nel frattempo il tempo passa con l’“assordante” silenzio dell’azienda. Fino all’altro ieri, giorno in cui in una riunione Enel svela i suoi piani futuri al sindaco di Corigliano Rossano e ad una delegazione sindacale (che i ben informati descrivono su tutte le furie).
LE CRITICHE Il perché è rivelato da Tonino Caracciolo. «Nel piano industriale 2020-2022 presentato all’alta finanza mondiale – spiega l’ex sindaco, oggi “movimentista” politico con Corigliano Rossano Futura, vicina alle posizioni di Stasi – Enel scrive di dover continuare a tenere in vita gli impianti Turbogas (a Rossano ne sono stati costruiti quattro agli inizi degli anni ’90 che non producono ma non sono mai stati spenti, ndr), per esigenze di produzione nazionale».
Nei giorni scorsi, durante la riunione con sindaco e sindacati, Enel svela i suoi piani: «Chiuderanno il progetto Furur-E – annuncia Caracciolo – i turbogas rimarranno, la centrale in sé continuerà ad essere smantellata, adesso anche con l’autorizzazione del Ministero dell’Ambiente».
«Siamo stati facili profeti – aggiunge criticando l’atteggiamento del colosso energetico – quando abbiamo denunciato che la questione del sito industriale era troppo importante per poter essere trattata a livello locale. Serviva e serve ancora un tavolo nazionale che veda insieme il Governo, la Regione, fin qui totalmente latitante come lo è sul sostegno al nuovo Comune di Corigliano Rossano, i sindacati ed il Comune. Tre anni di presa per i fondelli. Progetti turistici illustrati in Centrale dai grandi dirigenti, alla regione, ai sindacati, alla città. Poi il Consiglio comunale chiamato ad esprimersi su proposte di Enel e pronunziatosi all’unanimità. Infine due anni di silenzio, anzi no, di avvio dello smontaggio anche senza le dovute autorizzazioni di legge – prosegue Tonino Caracciolo – tergiversazione e tatticismo. Poi la ripresa in grande stile dello smontaggio che pure era incluso nel budget di Futur-E, il nuovo piano industriale 2020-2020 e dunque il disvelamento del grande imbroglio: Enel dichiara che Futur-E è stato uno scherzo. C’è il business dello smontaggio che Enel continuerà a realizzare in autonomia, mentre di caratterizzare l’area sotto gli impianti non se ne parla. In tutto questo terranno attivi due turbogas». Ed ecco svelata, secondo l’ex sindaco, «la grande truffa».
«Dopo aver lucrato per anni – aggiunge – dopo aver silenziosamente esodato oltre 300 dipendenti, dopo non aver rispettato le convenzioni ancora oggi vigenti ed aver eseguito lavori, Enel dichiara candidamente di “aver scherzato”».
Per Caracciolo, in conclusione, è necessaria una vertenza territoriale ed una vera e propria «rivolta di popolo. Il presidente della Regione – chiosa in proposito – e gli altri candidati si schierino apertamente ed il sindaco insieme con i sindacati si metta a capo di una vera e propria rivolta di popolo. Non c’è altro da fare».
UIL «Futur-E si sta dimostrando un grande bluff – queste invece, le parole del segretario regionale Uil Tec, Gino Campana –. Da tempo stiamo attendendo segnali da Enel in termini occupazionali. A detta del colosso energetico, nell’ambito del progetto Futur-E nessuno ha presentato progetti validi per il sito di Rossano e questo ci infastidisce molto perché dopo gli annunci in pompa magna, risulta inverosimile che in tutti questi anni qualcuno non si sia interessato al sito di contrada Sant’Irene».
CGIL «Futur-E è un discorso chiuso – è ancora il pensiero di Giuseppe Guido, segretario comprensoriale Cgil Sibaritide-Pollino-Tirreno –. Vogliono tenere in vita i Turbogas? Guardiamo alle ricadute sociali, occupazionali ed economiche sul territorio. Abbiamo chiesto anche che dello smantellamento della centrale se ne occupi l’indotto, riqualificato, che in quella centrale ha lavorato per tre, cinque, dieci anni. In assenza di progettualità, e secondo Futur-E dei sei progetti nessuno è valido, Enel dovrà demolire quella che è diventata archeologia industriale».
Insomma, in attesa dell’abbattimento delle ciminiere – previsto nel 2023 – che da cinquant’anni indentificano un territorio a vocazione turistica qual è quello di Corigliano Rossano, come sempre ci sarà da attendere e sgomitare per dei diritti. (l.latella@corrierecal.it)







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