L’archistar agli studenti: «Siate coraggiosi. E orgogliosi di essere calabresi»

Incontro in un liceo di Paola per Giuseppe Samà dopo i successi newyorchesi. «Qui è tutto difficile e complicato, ma porterò sempre questa terra con me»

PAOLA «Siate curiosi, siate coraggiosi, viaggiate e studiate: orgogliosi di essere calabresi». Così l’architetto Giuseppe Samà, un archistar a New York, incontrando ieri un centinaio di studenti del Liceo Scientifico di Paola. Con il sindaco Roberto Perrotta, dirigente e docenti della Scuola, con Franco Laratta, già parlamentare, la presenza dell’architetto calabrese è servita ad affrontare i temi della crisi calabrese, dello spopolamento, del futuro dei giovani, dei calabresi che nel mondo riescono ad emergere in ruoli di responsabilità.
Il giovane architetto calabrese, ormai piuttosto noto, si è praticamente fatto da solo, e con grande coraggio ha affrontato una sfida colossale: quella dell’integrazione in una realtà difficile qual è quella americana.

Parlando agli studenti, si è commosso fino alle lacrime quando ha ricordato i primi difficili tempi in America, quando la solitudine e il timore di non riuscire pesavano molto. Non è stato facile, ha raccontato il giovane architetto, perché la società americana è completamente diversa dalla nostra. Samà però, dopo le prime, dure, difficoltà, si è fatto apprezzare per le sue idee, per uno stile moderno di progettare e ideare, di creare e realizzare.
I successi degli ultimi tre-quattro anni confermano come il coraggio e la determinazione lo abbiano premiato, tanto che di recente ha avuto importanti contatti con imprenditori americani per nuove straordinarie collaborazione.
Ormai stabile a New York, il suo cuore rimane comunque in Calabria, dove ritorna spesso nella sua Fuscaldo. Anche se il suo biglietto da visita recita: Giuseppe Samà Architect, 16 W 56th Street, New York, NY 10019.
Ma è alla politica e alle istituzioni che ieri il giovane e brillante architetto calabrese ha lanciato un appello: «È necessario cambiare il Paese, occorre cancellare la devastante burocrazia. In Italia è tutto troppo difficile e complicato». Parlando poi della Calabria ha detto che «Ci sono tanti talenti, tante belle energie. Ma il merito non viene riconosciuto. Io ringrazio Laratta per avermi inserito fra i protagonisti del suo libro “Vantativinne”. Ma la Calabria ha ancora bisogno di tante cose, siamo ancora troppo indietro. Le Istituzioni si devono svegliare, ma anche i calabresi devono reagire».
Mentre il sindaco di Paola ha citato Leonida Repaci che immaginava la Calabria voluta dal Creatore come una delle terre più belle del mondo, Franco Laratta ha invitato la politica calabrese ad avere più coraggio e a sostenere con più forza i giovani che hanno deciso di rimanere e di lottare per costruire qui il loro futuro.
Decine le domande che i giovani studenti del liceo di Paola hanno fatto a Samà e a Laratta, fino alla promessa finale dell’architetto calabrese in America: «Io porterò sempre con me la Calabria, e qui tornerò ogni volta che sarà possibile. Perché qui ci sono i miei affetti e le mie radici».







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