Consorzio di bonifica ex Lao, Miceli replica a Di Natale. «Stiamo ancora pagando i debiti»

Il presidente del Consorzio di Bonifica Tirreno Cosentino (ex Lao) Antonio Miceli, risponde al consigliere regionale. «Ancora impantanati nelle gestioni commissariali di nomina regionale. Con questa amministrazione un percorso virtuoso»

SCALEA «Questa Amministrazione consortile, eletta democraticamente, ha iniziato la consiliatura, quindi l’attacco gratuito del Consigliere Regionale Graziano Di Natale è ingiustificato e fuori ruolo. Stiamo pagando i debiti contratti dalle gestioni commissariali volute a più riprese dalla Regione Calabria e il Consigliere per esperienza acquisita “sul campo” questo dovrebbe saperlo! È necessario quindi dire le cose come stanno per non lasciare spazio a fantasiose ricostruzioni che, strana coincidenza, in questi giorni provengono anche da altre parti». È quanto dichiara in una nota il presidente del Consorzio di Bonifica Tirreno Cosentino (ex Lao), Antonio Miceli, rispondendo al consigliere regionale Graziano Di natale (qui la notizia).
«Ma andiamo per ordine. Innanzitutto – prosegue Miceli – al consigliere/questore Di Natale, che aveva presentato accesso agli atti, abbiamo fornito la documentazione richiesta. Ma tant’è, ci accorgiamo che legge e interpreta come gli fa più comodo. A distanza di un solo anno e mezzo dall’insediamento – annota il presidente dell’Ente di bonifica – gli organi consortili hanno già prodotto un grande primo notevole risultato economico e contabile, ovvero una riduzione del disavanzo di competenza nell’esercizio 2019 di ben oltre 500mila euro rispetto a quelli del 2018 e dei cinque anni precedenti, che come può facilmente constatare, erano costantemente in crescita. Rileviamo che questo dato contabile il consigliere Di Natale non lo ha o voluto cogliere negli atti del bilancio a lui trasmessi. In secondo luogo – continua Miceli – per quanto riguarda il contenzioso voglio ricordare che sempre dalle gestioni commissariali, abbiamo ereditato una situazione che ha visto il Consorzio, in contumacia, condannato ad assumere a tempo indeterminato operai assunti a tempo determinato per la campagna irrigua. Vista la situazione molto compromessa e il notevole danno economico arrecato, siamo stati costretti a rivolgerci a legali altamente specializzati in questa materia, tant’è che i primi risultati stanno arrivando. Su questa fattispecie, tra l’altro, abbiamo fornito ampi chiarimenti al Dipartimento Regionale Agricoltura proprio in ragione di una interrogazione del Consigliere Di Natale. L’altra questione – continua Miceli – è l’assunzione di due operai a tempo determinato altamente specializzati, un saldatore e un escavatorista, indispensabili per l’attività del Consorzio. Tra l’altro per l’escavatorista è stata fatta una manifestazione d’interesse per la valutazione pratica dei candidati. Anche l’affidamento di incarichi ad operai forestali nel comune di Paola, a cui pare sia molto interessato, rispondono a criteri di efficienza ed efficacia. Ci è parso poi, ben leggendo l’interrogazione in Consiglio regionale, che l’on. Di Natale, sia particolarmente invogliato a mettere le mani sul Consorzio e nello specifico sulle nomine di competenza della Regione nella Deputazione Amministrativa. Non siamo poi certamente – chiarisce – tra coloro che osteggiano la riforma dei Consorzi di Bonifica, abbiamo di concerto con Coldiretti, le idee abbastanza chiare, ma questo deve evidentemente avvenire recuperando le competenze previste dalla Legge con una organica politica di bonifica e irrigazione, che tuteli il territorio e l’attività agricola. Dispiace poi che il Consigliere definisca, con un termine trito e ritrito, i Consorzi “carrozzoni”questo, significa disconoscere l’autogoverno dei consorziati/agricoltori, della partecipazione trasparente dei consorziati alla vita di questi Enti e le funzioni che il Consorzio svolge sul territorio, giudicate indispensabili anche nel periodo di lockdown, sia per la prevenzione sul dissesto idrogeologico che per la fondamentale fornitura irrigua gestendo impianti che sono di proprietà della Regione Calabria e che necessitano di continue manutenzioni straordinarie. Per quanto ci riguarda – conclude Miceli – siamo sempre disponibili, come ampiamente dimostrato, al confronto ma non possiamo accettare lezioni da chi, ergendosi a paladino (di che cosa?) pensa di essere candido come piatti e cristallino come bicchieri dopo un passaggio in lavastoviglie».





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