Ztl a Cosenza, Occhiuto non cede. Malumori tra i consiglieri

Incontrando residenti e commercianti del centro storico il sindaco ha ribadito di non voler fare passi indietro. La scelta impopolare genera mugugni tra gli eletti e spunta l’idea di un consiglio comunale sull’argomento

COSENZA Sulla zona a traffico limitato istituita lungo la strada principale del contro storico Mario Occhiuto non fa un passo indietro. Segue la sua linea e la difende anche nel corso dell’incontro con alcuni commercianti e residenti di Cosenza vecchia. «Io non credo che la Ztl danneggi il commercio – spiega il sindaco alla delegazione che lo incontra nel salone di rappresentanza comunale –. Ancora è troppo presto per capire se gli effetti prodotti dal provvedimento causino la chiusura dei negozi. Rimango convinto dell’idea che il traffico delle auto danneggi il commercio». È tutta qui la sintesi di una riunione fiume nella quale negozianti e residenti nel confrontarsi con il primo cittadino hanno da una parte apprezzato l’abbattimento del traffico di chi si recava su corso Telesio come strada per evitare l’ingorgo del centro città, ma allo stesso tempo hanno chiesto all’amministrazione servizi e infrastrutture. Tradotto: autobus più frequenti, scale mobili funzionanti e la costruzione di un ascensore che eviti la serie di rampe di scale che dal parcheggio sul lungo Crati porta ai piedi della Cattedrale cittadina.

ESPERIMENTO ESTIVO DA RIMODULARE L’ordinanza firmata da Occhiuto vale 90 giorni. Il termine ultimo di riapertura al traffico su corso Telesio è infatti fissato ai primi giorni di ottobre. È molto probabile però che la sperimentazione estiva possa trasformarsi in qualcosa di definitivo. «Da settembre – continua il sindaco – possiamo rimodulare gli orari. Cosenza merita il meglio e ritengo che solo rivalutando il centro storico gli potremmo dare vita nuova. Le nostre porte sono aperte, organizzate manifestazioni, associatevi e avrete tutto il nostro supporto». Le cose che funzionano in città non si spostano, ma per la linfa nuova del centro storico Occhiuto aspetta questo periodo per avere una «diagnosi» (cosi la definisce più volte) in modo da poter intervenire con maggiore certezza relativamente ai possibili orari di riapertura. Lo svantaggio di chi lavora a Cosenza vecchia però lo ammette anche il sindaco,: «Le auto non aiutano ad uscire da questa crisi. Abbiamo fatto diversi interventi nel centro storico, non si vedono perché le persone non ci vanno. L’obiettivo è uno solo: valorizzare».

LA COMMISSIONE TRASPORTI Palazzo dei Bruzi è un universo con due mondi paralleli, quello del sindaco e quello dei consiglieri. Il primo al secondo piano, quello degli eletti al quarto. Maggioranza e minoranza spesso si esercitano in retorica su decisioni già deliberate, e il caso della Ztl conferma quanto poco siano coinvolti nelle scelte amministrative. Lo ha scritto dapprima Cosenza Positiva in una nota (potete leggerla qui) e lo confermano gli stati d’animo e i mugugni di maggioranza e minoranza che di questo provvedimento proprio non sono convinti. La commissione doveva essere rinviata per l’assenza last minute del presidente Gisberto Spadafora e della sua vice Alessandra Mauro, ma la volontà dei componenti supera le mancanze e una piccola discussione tra i consiglieri si tiene. D’Ippolito e Ambrogio ne avevano chiesto la convocazione. Per il capogruppo di Cosenza Positiva «una chiusura h24 senza servizi non è condivisibile». Il collega Ambrogio nella seduta di commissione in stile “Bar Sport” chiarisce come stia con l’amministrazione per la scelta di chiudere e che «questa riunione è inutile senza un confronto con l’amministrazione». «Qui – continua Ambrogio – possiamo giocare a chi la spara più grossa partendo dal traffico e arrivando ai problemi atavici del centro storico». Francesca Cassano e Bianca Rende accusano Occhiuto di scarso rispetto delle istituzioni. «Il consiglio viene meno alle sue funzioni – dice Bianca Rende –. Le ordinanze si fanno in base a decisioni adottate dal consiglio. Fare un evento di tanto in tanto e dire che c’è gente è un’offesa all’intelligenza comune». E mentre il primo cittadino cominciava a discutere con i commercianti i consiglieri si determinavano nel voler convocare un consiglio comunale. Forse tra giunta e consiglieri c’è più che un’interferenza nelle comunicazioni.

Michele Presta
m.presta@corrierecal.it







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