Opere senza autorizzazioni? Santelli: «Corrado fa pressioni sul Mibact»

Il vicesindaco di Cosenza replica alla senatrice 5 stelle e rilancia: «C’è un disegno politico per bloccare tutte le opere». Accuse anche alla Soprintendenza: «Sta esercitando un’azione indegna». Bordate al «regista locale invidioso di Occhiuto»

COSENZA «Leggo con stupore una nota della senatrice Margherita Corrado di M5S che dà comunicazione di una lettera con cui il Mibact le comunica che assumerà informazioni in base a una sua nota indirizzata al medesimo ministero e relativo ad alcuni lavori su Cosenza. Stupisce come la senatrice-archeologa si ripari dietro ad una serie di “supposizioni”, come da lei stessa dichiarato, a lamentele presunte e a ricostruzioni palesemente arbitrarie». Lo dichiara il vicesindaco di Cosenza e coordinatore regionale di Forza Italia Jole Santelli.
«Quello che lascia stupefatti – prosegue – è la pesantissima pressione che la stessa sembra voler svolgere sull’andamento degli Uffici di Soprintendenza. Dietro il “nuovo” dei 5 Stelle il peggio del peggio del clientelismo politico, la difesa dei propri “amici” e dell’interesse individuale perseguito attraverso l’uso del proprio ruolo. Invitiamo la senatrice Corrado a venire a vedere con i propri occhi carte e opere. Mi sembra che palesemente con la sua posizione si faccia strumento di lotte intestine di uffici oltre che portavoce di quel livore e di quella politica che pur di opporsi all’avversario non disdegna di porsi contro gli interessi di Cosenza e della Calabria. Mi auguro non sia la politica della “decrescita infelice” che contrasta il cambiamento positivo e la crescita dei calabresi. Con un preciso regista locale di stampo grillino, ossessionato e invidioso dei risultati ottenuti dall’amministrazione comunale di Cosenza, che rinnega le promesse di Di Maio relative al proposito di volere aiutare tutti i sindaci».
«A questo riguardo – aggiunge Santelli –, giova ricordare che le pressioni esercitate riguardano tutti i lavori in corso, addirittura quelli già realizzati del Ponte di Calatrava e del Planetario. Se non fosse vero ci sarebbe persino da ridere visto che si arriva a chiedere praticamente la demolizione del Ponte di Calatrava e del Planetario, progetti che risalgono a più di vent’anni fa in epoca della sindacatura Mancini. È evidente come ci sia un disegno politico che più che a governare mira a bloccare tutto il programma di opere pubbliche del Comune di Cosenza, un programma finanziato con risorse strutturali, poiché si evidenziano artatamente vizi in una molteplicità di progetti presentati alla Soprintendenza. Quello che emerge, è che la soprintendenza sta esercitando, in conseguenza di indebite pressioni della politica dei 5 stelle su alcuni funzionari, un’azione indegna e conseguente di rallentamento e di blocco su tutti i lavori in corso inventando pretesti di ogni tipo. Anziché esprimersi nel merito dei progetti si chiedono irrituali tavoli tecnici per rallentare le procedure, rimandando pretestuosamente a valutazioni propedeutiche di altri enti che non sono affatto necessarie. Forse non sanno che il nulla osta della Soprintendenza, infatti, non può essere subordinato a programmi urbanistici regionali ma deve rispondere alle esigenze di tutela previste dalle norme nazionali. Anche in merito alla storia di Alarico, che potrebbe essere un grande volano turistico per la città e l’intera Calabria, c’è stata un’opposizione preventiva ideologica che ha bloccato la ricerca del sepolcro nonostante tantissimi siano i pareri favorevoli di studiosi e archeologi del passato e contemporanei. Basti citare Edoardo Galli, archeologo del ‘900 primo Soprintendente della Calabria e artefice degli scavi di Sibari, Marina Mattei curatrice dei musei capitolini e responsabile degli scavi di largo Argentina a Roma, e ancora tantissimi altri. Adesso, si era addirittura arrivati a tentare di bloccare i lavori di demolizione dell’ex Hotel Jolly con la ricostruzione del Museo di Alarico (che viene ingiuriosamente definito dalla senatrice  ‘museo del nulla’)  rimettendo in discussione un nulla osta già rilasciato anni addietro. Ovviamente questa situazione rischia di creare contenziosi e danni enormi visto che l’opera è già stata appaltata è affidata all’impresa. In questa situazione di eccessiva strumentalizzazione degli uffici della Soprintendenza della Calabria da parte dei deputati del Movimento 5 Stelle a fini politici per bloccare l’operato del Comune di Cosenza, resta difficile pensare di avviare opere di recupero del Centro storico che infatti vengono tutte rallentate. ‘L’eccessiva disinvoltura’ di cui viene accusato il sindaco Occhiuto non è altro che competenza, operosità e grande attivismo».
«Tutto ciò – conclude – ha consentito di rendere la città di Cosenza luogo di grande attrazione e di sviluppo sostenibile, con tantissimi riconoscimenti in ambito nazionale per le politiche sostenibili e le buone pratiche urbane. Mario Occhiuto, prima di essere eletto Sindaco, è stato infatti un architetto urbanista di fama internazionale esperto di città, presidente per 11 anni dell’Ordine professionale della provincia di Cosenza e membro per chiara fama del Consiglio nazionale dei Beni culturali nonché del Comitato tecnico paesaggistico dello stesso ministero».





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