«Noi vicini a Occhiuto? È solo leale collaborazione»

Il soprintendente Pagano replica alla senatrice M5S Corrado dopo l’attacco sulle grandi opere a Cosenza. «Dobbiamo ancora esprimerci sull’autorizzazione paesaggistica. La parlamentare ha già dovuto ammettere per iscritto di aver detto il falso su di me»

COSENZA Lo spunto – ma a questo punto verrebbe quasi da dire la scusa – è la polemica sulla mancanza di autorizzazioni per le grandi opere lungo il Crati progettate dall’amministrazione comunale di Cosenza. Il nodo della questione, però, investe in pieno vecchi rancori mai sopiti e scontri – anche giudiziari – tra la senatrice del M5S Margherita Corrado e il soprintendente Mario Pagano. Che commenta «con sorpresa le dichiarazioni della senatrice su Cosenza e in particolare sul “Progetto di riqualificazione lungo il fiume Crati da Vaglio Lise al centro storico”». Intanto, spiega Pagano, «la Soprintendenza non si è ancora espressa sull’autorizzazione paesaggistica e solo ora sono pervenuti gli elementi integrativi richiesti al Comune; sono in corso accertamenti e incontri tecnici». Diversa la situazione sul Museo di Alarico, «con la prevista e già appaltata demolizione del Jolly hotel salvo i due piani inferiori: il parere della Regione non è necessario, in quanto la senatrice Corrado dovrebbe sapere che la data della costruzione è inferiore a 70 anni; esiste un parere positivo sul progetto preliminare già nel 2015 del soprintendente Garella, e indubbiamente la demolizione produce un sensibile miglioramento paesaggistico; la Soprintendenza e la Provincia hanno bocciato, invece, la sistemazione dell’alveo fluviale con briglie di cemento».

LA VICINANZA A OCCHIUTO Fin qui si tratta di chiarimenti tecnici. È quando la risposta si inoltra in questioni più politiche che il livello dello scontro si alza. Pagano, accusato di acquiescente rispetto alle richieste del sindaco Mario Occhiuto, risponde che la senatrice «forse ignora che esiste il dovere della leale collaborazione tra soprintendenti ed enti e autorità locali, come anche mostra propendere per una concezione oscurantista della ricerca archeologica».

I «FUNZIONARI AMBIGUI» Corrado, però, non ha lesinato critiche neanche rispetto a questioni interne della Soprintendenza. «In quanto all’organizzazione interna dell’ufficio – dice –, le accuse non circostanziate e velate sono prive di ogni fondamento e vanno rinviate al mittente: nessuna dimissione di funzionari, nessuna diversa mansione, nessuna censura ministeriale: i nuovi capi area, incarichi di carattere prevalentemente fiduciario, così previsti dall’ordinamento, sono stati selezionati con trasparenza ed equità a domanda nelle persone con il curriculum più adeguato». Per il soprintendente, la senatrice «raccoglie le lamentele di ambigui funzionari, che si sono distinti negli anni passati per la loro documentata pessima gestione: ma dov’è questo mondo nuovo da lei e da tutti invocato? Forse la Corrado non sa che la tanto vituperata gestione Pagano ha riorganizzato un ufficio allo stremo, ha creato un sistema per l’Archeologia da tempo abbandonata a se stessa nel Cosentino, ha prodotto sensazionali scoperte, soprattutto ha raggiunto tutti gli obiettivi ministeriali e possiede delle ottime performance? Forse la senatrice Corrado preferirebbe il caos che denuncia per Reggio?».

«HA GIÀ DETTO IL FALSO SU DIME» Il veleno, però, è nella coda. Perché il soprintendente chiede alla parlamentare M5S di impiegare «più utilmente e saggiamente il suo ruolo e il suo tempo per procurare risorse alle Soprintendenze calabresi, prive di fondi di missione e finanche di un’auto di servizio». E sottolinea che la senatrice «non è nuova a queste dichiarazioni false e fuorvianti: già in sede di Tribunale, a Torre Annunziata, ha dovuto ammettere per iscritto di aver rilasciato false e infamanti dichiarazioni riguardo lo scrivente e le vicende dello stadio di Crotone». Lo scontro si infiamma. I progetti lungo il fiume sembrano davvero la scusa.





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