Centro storico di Cosenza, M5s: «Cultura è difesa della legalità»

I parlamentari pentastellati replicano alle accuse del sindaco Occhiuto: «Nessuno ha richiesto di demolire il ponte di Calatrava»

COSENZA «Hanno fatto quadrato intorno al sindaco, auto-proclamatosi vittima del presunto oscurantismo del Movimento 5 Stelle e sacerdote del vero cambiamento, i vecchi e nuovi portatori di entusiasmi urbanistico-pianificatori decisi a proteggere lui e il suo programma di trasformazione del volto della città di Cosenza. In queste ore, infatti, stigmatizzano con toni molto sopra le righe e rocambolesche invenzioni, come la richiesta (mai avanzata da alcuno) di demolire il ponte di Calatrava, il tentativo di “ostacolare il progresso” che addebitano alla senatrice Corrado». È quanto si afferma in un comunicato degli eletti del M5s in Calabria. «Alla parlamentare della Commissione Cultura – è detto nel comunicato – rimproverano, in sostanza, di avere fatto il proprio dovere segnalando al Mibact, il Ministero che ha la sua bibbia nel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, quanto in città si sussurra da tempo: che l’iter burocratico per la realizzazione di alcune grandi opere interne o contigue allo splendido centro storico sarebbe tutt’altro che ineccepibile. Deraglierebbe costantemente, in particolare, dai limiti imposti dalle normative nazionale e regionale in tema di tutela paesaggistica, complice l’atteggiamento fin troppo “collaborativo” del Soprintendente Abap. Tutto nel timore che il Movimento non voglia permettere a Cosenza di assumere i nuovi connotati pensati per lei dal primo cittadino. Ebbene, se c’è un senso nelle lettere che trascende la comprensione immediata, CS non potrebbe essere più carico di valenza semantica: CS come Cosenza, CS come Centro Storico, CS come Commissione Settima (Cultura). Cultura non è solo amore della conoscenza ed esercizio del pensiero critico, piacere di visitare musei e monumenti, godimento estetico di un’opera d’arte o di un paesaggio ameno. Cultura è anche difesa della legalità, delle regole che una comunità si è data per vivere civilmente, in modo che i cittadini abbiano tutti le stesse opportunità e rispettino gli stessi vincoli, godendo dei frutti dell’ingegno e della reciproca collaborazione».
«Un sindaco – è detto ancora nel comunicato – dovrebbe essere garante di quelle regole e coltivare prioritariamente, nell’ordine, il rispetto della memoria collettiva, l’attitudine all’ascolto dei portatori di interessi e la trasparenza dell’azione amministrativa. Il sindaco di Cosenza interpreta il suo ruolo diversamente e non si fa scrupolo, scavalcandole, ad intervenire pervasivamente sulla città storica, pronto a sacrificare le memorie tangibili del passato comune al desiderio di vedere la città trasformata a sua immagine e somiglianza. Il 2018 è l’anno europeo del patrimonio culturale e i centri storici sono il cuore della nostra identità di italiani, la catena delle informazioni genetiche che ci fanno ciò che siamo». «Proteggerli, a Cosenza a Catanzaro a Crotone e nel resto d’Italia – conclude la nota – come il Movimento è deciso a fare avendo nella promozione della Cultura uno dei suoi obiettivi prioritari, in questo sta la distanza che rivendichiamo, il cambiamento che non consente ripensamenti, è un dovere civico al quale nessuno dei portavoce del M5s vorrà sottrarsi».







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