Metro, il Pd chiede lo stop dei lavori: «Serve la strada alternativa»

I dem dell’area urbana di Cosenza invocano una soluzione per dare uno sfogo al traffico. E Principe attacca Occhiuto: «È un Ghino di Tacco» – VIDEO

COSENZA Sì alla metro, e forse pure al parco benessere, no sicuramente al caos del traffico e, per la tratta che riguarda Rende, al tracciato per com’è adesso. Per il Pd dell’area urbana di Cosenza, un po’ come nella Palermo di Johnny Stecchino, il problema principale è il “traffico”. E proprio al confine tra le due città, sul Campagnano, il consigliere regionale Carlo Guccione e i capigruppo Pd nei consigli comunali di Cosenza e Rende, Damiano Covelli e Alessandro De Rango, lanciano messaggi ai loro competitor politici. Il più redarguito è il sindaco Mario Occhiuto, reo secondo Guccione e Covelli di aver chiuso il tratto di viale Giacomo Mancini senza aver prima predisposto un piano di viabilità alternativa, la famosa strada che dovrebbe costeggiare il fiume Crati e partire da piazza Spezzano. «I lavori che si stanno realizzando dovevano essere anticipati dalla realizzazione della strada alternativa – spiega Guccione –. La Regione è impegnata a realizzare il primo lotto della strada stanziando 500mila euro. Questa strada che dovrà costeggiare il vecchio selciato ferroviario serve proprio a questo, ad impedire che si creino delle situazioni come quelle in cui è piombata la città in questi giorni». La richiesta dei democratici al sindaco allora pare essere una e una soltanto, un po’ come il percorso da fare sulla carreggiata: fermare i lavori e realizzare la strada alternativa. «Il sindaco si fermi per 3 mesi e realizzi la strada alternativa che può dare uno sfogo al traffico – conclude Guccione –. Il Comune si faccia carico di traslare i lavori e realizzare la strada». E Guccione risponde anche agli attivisti del comitato “No Metro” convinti che la strada utile per la viabilità alternativa sia inserita nel Progetto esecutivo della metro. «La metro e la strada prevista per sostituire viale Giacomo Mancini sono due progetti diversi. La Regione aspetta che il Comune gli consegni il lotto per realizzare la strada». E se dal fronte Cittadella i 500mila euro per la strada sarebbero già pronti, quello che più potrebbe preoccupare il Comune sono i modi di recuperare i soldi per realizzare l’opera, 2 milioni in tutto la cui copertura finanziaria è inscritta nel capitolo di bilancio 10.2.97 ossia “vendita all’incanto degli immobili comunali”. Se la vendita non porterà la liquidità necessaria, il debito per la strada diventerà un “debito fuori bilancio”, e una gatta da pelare per la prossima amministrazione comunale.

COSENZA-RENDE Non è solo Cosenza però a preoccupare, anche Rende rivendica la sua parte di disagi. È sulla città amministrata da Marcello Manna che il Pd chiede che si proceda con la modifica del progetto per quanto riguarda il tracciato della metropolitana. «Dall’ingresso sul territorio rendese dipende la riuscita di tutta l’opera – spiega Alessandro De Rango –. Per come è oggi l’opera, l’ingresso in città è un tappo perché in poco più di 500 metri, quest’opera su rotaia incontrerà 7 curve di cui 3 a gomito. Fin da quando hanno presentato l’opera abbiamo sempre chiesto che il tracciato passasse da viale Borsellino, salendo poi su via Negroni per andare dritti su Rende arrivando a via Kennedy». Per i dem rendesi questa soluzione avrebbe reso più lineare il percorso e allo stesso tempo intercettato anche quartieri che si trovano tra le due città. Sulla stessa scia di Guccione, Damiano Covelli non fa un passo indietro sulla opportunità dell’opera, anche considerando le possibilità di collegamento con il Savuto e su Catanzaro, ma per avviare i lavori «la priorità deve essere la viabilità alternativa».

OCCHIUTO IL «GHINO DI TACCO» Da Rende Sandro Principe non si è mai spostato. E l’intervento dell’ex sindaco, nel corso dell’iniziativa del Pd, dà un tocco di gusto politico retrò. Occhiuto viene paragonato a Craxi, ma solo nel soprannome: «È un Ghino di Tacco». A coniare il soprannome per Craxi fu Eugenio Scalfari, ma per Principe la sostanza è la stessa: la capacità di mercanteggiare: «Mario Occhiuto si è messo sul bastione delle mura immaginarie di Cosenza e quando si parla della sua città borseggia tutti. Questo accordo sulla metro fatto con Oliverio è una vergogna. Viene smantellata un’opera fatta con fondi europei – continua Principe – e Oliverio subito dice sì senza preoccuparsi se la metro funzioni per come è concepita». E il figlio di Cecchino Principe dubbi non ne ha: «Si tratta di un’opera già fallita, non c’è bisogno di interpellare tecnici, mettetevi le scarpette da tennis, percorrete tutto il viale e vi renderete conto che non serve a niente». Alla memoria dell’ex sindaco di Rende ritornano le riunioni con il collega Mancini: «Su quest’opera sbagliammo: se proprio doveva essere concepita, la dovevamo pensare diversamente. Ma le colpe non possono cadere tutte su gli ex amministratori. Se chi sta adesso al Comune non riesce a fare funzionare il parco acquatico, la colpa è mia?».

Michele Presta
m.presta@corrierecal.it





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