«La metro di Cosenza è merce di scambio per le Regionali 2019»

I parlamentari del M5S dopo le polemiche tra Occhiuto e Oliverio: «Opera inutile. E sul Jolly servono atti legittimi». Guccione critica sindaco e governatore: «Tra i due Mario una pantomima che fa male alla città»

COSENZA «Cosenza non ha bisogno né della Metro né delle opere accessorie. Non ha bisogno neanche di progetti decisi dal sindaco o dal governatore Oliverio, palesemente illegittimi, tanto da essere bloccati sul nascere». Così i portavoce calabresi del Movimento 5 Stelle commentano la sentenza del Tar che ha bloccato la demolizione dell’ex Hotel Jolly. «La nostra area urbana – è scritto in una nota congiunta dei pentastellati – ha bisogno invece di trasparenza, di atti legittimi e di legalità e di progetti condivisi con i cittadini. Ribadiamo quello che abbiamo sempre sostenuto pubblicamente: non ci stiamo battendo per preservare l’edificio dell’ex hotel Jolly ma stiamo vigilando sulla correttezza dell’iter amministrativo propedeutico alla realizzazione delle Grandi Opere previste nell’accordo di programma della Metro. Ormai è chiaro che nessuno di questi progetti possiede le necessarie autorizzazioni, anche se nel centro della città di Cosenza sono spuntati cantieri a puro titolo propagandistico. Siamo altresì convinti che la Metro Cosenza-Rende-Unical rappresenterà nuovamente merce di scambio per la prossima campagna elettorale per le regionali. Ci rifiutiamo di assistere ancora una volta al balletto delle irresponsabilità dei due sindaci dell’area urbana che baratteranno fino all’ultimo questa grande opera tradendo puntualmente il voto dei cittadini».

GUCCIONE: «PANTOMIMA TRA I DUE MARIO» Anche Carlo Guccione (consigliere regionale e comunale – a Cosenza – del Pd) interviene nella polemica che segna il percorso delle Grandi Opere bruzie. Ma insiste su un altro punto: e cioè la mancata realizzazione di una strada alternativa che avrebbe contribuito a smaltire il traffico automobilistico dopo l’avvio dei cantieri su viale Parco, principale arteria della città, di fatto chiusa. «La giunta comunale, nella delibera n. 65 del 20 aprile 2018 – prosegue – approvava il progetto definitivo di questa arteria alternativa che va dal Ponte di San Francesco di Paola (Ponte di Calatrava) fino a via Giovanbattista Lupia. Nella delibera si prende atto che il primo lotto, per un importo di 500mila euro, sarà realizzato – è scritto nell’interrogazione – dalla Regione. Per il secondo lotto l’importo complessivo è di 2.785.000 euro specificando che sarà realizzato dal Comune di Cosenza con propri fondi di bilancio. Tutto ciò è stato inserito con una variazione dello schema del Piano triennale dei Lavori pubblici 2018-2020 e il finanziamento viene previsto attraverso la vendita di immobili comunali». «La mancata realizzazione della viabilità alternativa e la contemporanea chiusura di questo tratto di viale Parco – afferma Guccione – ha creato enormi disagi e la paralisi del traffico veicolare in tutta la città. Perché non si è realizzata in tempo la strada alternativa? Forse il problema reale è che il Comune di Cosenza non ha a disposizione i 2.785.000 per realizzare il secondo lotto, visto che per la realizzazione di tale opera i finanziamenti dovrebbero arrivare dalla vendita degli immobili comunali che ad oggi hanno fruttato solo qualche migliaia di euro. Occhiuto alla luce delle polemiche di queste ultime ore non bari, non faccia come ha fatto per la Metro: prima ‘No’, poi ‘Si”, oggi ‘Forse’. Le diatribe dei due Mario (Occhiuto e Oliverio) rischiano di far pagare un caro prezzo alla città, utilizzando le istituzioni per meri giochi di potere. La città non può subire questi reciproci ricatti. Si rispetti l’Accordo di Programma sottoscritto tra la Regione e i sindaci di Cosenza e Rende. La giunta regionale ha concesso al Comune di stravolgere il progetto per cui erano stati spesi tanti fondi comunitari per la realizzazione di viale Mancini. Oggi lo stesso viale Mancini, però, è stato totalmente chiuso al traffico per un intero tratto». «Nell’Accordo di Programma, inoltre – dice ancora Guccione – era previsto il passaggio di proprietà dell’ex hotel Jolly dalla Regione al Comune di Cosenza. Così come per quanto riguarda la realizzazione del nuovo ospedale, la Regione qualche mese fa aveva dato il via alla Conferenza dei Servizi per decidere il sito dove realizzarlo. Ma ad oggi non se ne sa nulla. Ovviamente il presidente della giunta regionale da un po’ di tempo, dismesse le catene, non si occupa più di sanità. E Occhiuto tenta di evitare che l’opera del nuovo nosocomio nasca a Vaglio Lise, ribadendolo già in passato pubblicamente che questa proposta “era stata fatta da Carlo Guccione durante la campagna elettorale”. Una pantomima tra i due Mario che rischia in questo modo di distruggere l’idea di rinascita di Cosenza».





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