SERIE B | Il Cosenza si “vendica” della Zona Cesarini

Un gol di Garritano nel recupero completa la rimonta rossoblù sul Padova e fa esplodere il San Vito Marulla. Esplode la gioia del centrocampista, idolo locale: «Non esiste una maglia più prestigiosa di questa»

COSENZA Ha tanti finali amari da scontare il Cosenza, contro il Padova il popolo rossoblù cancella almeno un po’ della malasorte della “Zona Cesarini”. Luca Garritano, l’idolo di casa, cosentino di nascita, rompe il gelo di un San Vito Marulla che fino al 93esimo aveva strozzato per cinque volte l’urlo liberatorio del goal. Seconda vittoria consecutiva per i silani che dopo Crotone battono il Padova. Formula e formazione magica per Braglia che individua gli uomini giusti, capaci di rimontare lo svantaggio con Baclet dopo il gol dei veneti griffato Bonazzoli. Entrambe su rigore le reti degli attaccanti, poi il pallottoliere delle occasioni da goal pende dal lato del Cosenza e Garritano, “folletto bruzio”, sguscia tra le maglie bianche dei difensori regalando la vittoria agli oltre 8mila presenti allo stadio.

IL MATCH Braglia conferma il modulo vincente di Crotone, non gli uomini. Nel 4-2-3-1 rispetto alla partita dello Scida fuori Maniero perché squalificato dentro Baclet. In difesa fascia sinistra affidata a Matteo Legittimo, fuori Tommaso D’Orazio. Prima frazione di gioco che fino al 20esimo è giocata in perfetto equilibrio. Pochi i tiri in porta ma la difesa a quattro guidata da Dermaku mostra le prime lacune. Una palla persa a centrocampo costa il giallo al capitano Corsi e regala il primo sussulto dell’incontro. La punizione al limite dell’area di rigore si spegne sulla barriera. Preludio al goal dei veneti, che al 27esimo si portano avanti con Federico Bonazzoli che dal dischetto non sbaglia. Il fallo di Legittimo è una manna dal cielo grigio di Cosenza per i veneti. Dopo la segnatura, i giocatori di Foscarini non si avvicinano più alla porta di Perina, il Cosenza invece inizia un lungo assedio di 70 minuti. Nei minuti finali del primo tempo ci prova Baclet a pareggiare i conti. L’azione corale imbastita dalle retrovie e passata per i piedi di Tutino e Garritano passa sui piedi dell’attaccante che trova l’angolino giusto ma viene fermato dalla risposta del portiere Perisan. Prima dello scadere del tempo Garritano prima e Mungo poi non riescono a pareggiare i conti. Al rientro in campo D’Orazio e Palmiero entrano e cambiano l’inerzia del gioco. Una palla in profondità permette a Baclet di liberare Tutino. L’attaccante napoletano viene atterrato da Mazzocco, l’arbitro non ha dubbi: rosso diretto e rigore per il Cosenza. Baclet di prende il pallone e ristabilisce la parità. 
Il Padova, rimasto in dieci, viene schiacciato nella propria metà campo e dal 15esimo della ripresa inizia la conta delle occasioni da goal per i silani (alla fine i tiri saranno 15 contro 2). Prima Baclet (solo una deviazione gli nega la gioia della doppietta), poi Garritano con Perisan battuto vede finire la palla a un soffio dal palo. Rossoblù a perdifiato. La bordata di Palmiero è neutralizzata da Perisan, mentre solo la buona sorte al 44esimo salva il Padova su tiro di Tutino che finisce fuori di poco. Il Cosenza però ha molti finali amari da scontare e a un minuto dalla fine dei 4 di recupero concessi dall’arbitro Garritano di testa manda in visibilio i tifosi. Non è un gol come un altro per il centrocampista, che si sblocca dopo 12 giornate. Per chiarire, quando l’intervistatore gli chiede perché abbia scelto Cosenza anziché lidi più prestigiosi, risponde: «Non c’è nulla di più prestigioso che giocare qui, il mio sogno è indossare questa maglia». Poi l’abbraccio dei compagni lo travolge in diretta Dazn e ha solo il tempo di annunciare che la sua compagna aspetta un bambino. Segue festa, almeno fino a domenica prossima.

mi. pr.





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