Cosenza, Terapia del dolore centro di riferimento regionale

COSENZA È una vera e propria rivoluzione resa possibile dalla coesistenza di due elementi, entrambi decisivi.
Il primo riguarda la natura stessa della medicina o, per meglio dire, dell’approccio operatorio; laddove…

COSENZA È una vera e propria rivoluzione resa possibile dalla coesistenza di due elementi, entrambi decisivi.
Il primo riguarda la natura stessa della medicina o, per meglio dire, dell’approccio operatorio; laddove in passato gli “interventi” erano lunghi e complessi ora si afferma e si apprezza la mini o nanoinvasività con tecniche chirurgiche innovative che godono dell’ausilio – e della precisione – di strumenti avanzati (dalla centratura radiologica alla guida mediante Tac). 
Il secondo elemento chiama in causa il dolore e tutto ciò che è possibile e necessario fare per contenerlo, ridurlo, eliminarlo.
Al punto che la “terapia del dolore” è divenuta un vero e proprio indirizzo dei sistemi sanitari, si parte dai medici di base per finire agli hub regionali ed il merito risiede in una legge nazionale autenticamente rivoluzionaria, la nr. 38 del 2010.
Di fatto si tratta di un impianto normativo che per la prima volta ha garantito, nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza, l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato con il fine di «assicurare il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona umana, il bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze».
In Calabria il centro di riferimento regionale per la Terapia del dolore è localizzato nell’Azienda ospedaliera di Cosenza, una struttura che in alcuni ambiti interventistici – come la microdiscectomia percutanea – ha numeri che la pongono ai primi posti nel panorama nazionale.





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