“Rosso Vita”, quando donare il sangue è una festa – VIDEO

A Cosenza l’evento sulla donazione organizzato dall’Azienda ospedaliera bruzia in collaborazione con Apdem, Adovos, Fidas e Avis

COSENZA È volontaria, gratuita ed anonima, ma spesso, purtroppo, sulla donazione del sangue non si riscontra la dovuta attenzione; eppure si tratta di un argomento essenziale per la funzionalità del sistema sanitario e per la vita di migliaia di persone. La situazione in Italia non è negativa: stando ai dati raccolti ed elaborati dal Centro Nazionale Sangue, nel 2017 è stata garantita l’autosufficienza nazionale per gli emocomponenti e fondamentale è stata la solidarietà tra le regioni con circa 70mila unità scambiate.
Ma se a livello nazionale il sistema complessivamente tiene, alcuni specifici episodi fanno rammentare, con ciclicità, come la donazione del sangue vada monitorata costantemente. Appena pochi mesi fa, ad esempio, una vera e propria emergenza sangue si è verificata a Reggio Calabria con il conseguente blocco degli interventi programmati per riservare le scorte di sangue solo alle urgenze. In Calabria le unità di sangue donate sono circa 70mila, la provincia di Cosenza ne ha invece 18mila, numeri importanti che però vanno fatti crescere con l’obiettivo di garantire le prestazioni ad alta complessità e ridurre la migrazione sanitaria. Discorso diverso, invece, per quanto riguarda i donatori di midollo: quelli attivi nella nostra regione sono circa 7mila, di fatto il 7% dei potenziali donatori (persone con un’età compresa tra i 18 e i 55 anni), un dato lontano dalla media nazionale che è del 13%.
Dati, numeri e considerazioni sono stati esposti martedì mattina a Cosenza durante l’evento “Rosso Vita”, organizzato dall’Azienda ospedaliera in collaborazione con Apdem Cosenza, Adovos, Fidas Cerisano, Avis e con il patrocinio del Comune di Cosenza.
Una giornata di festa – con la direzione artistica della cantante cosentina Rosa Martirano e la partecipazione di personalità dello sport – che ha visto impegnati in prima linea e con un obiettivo ambizioso medici e personale del Servizio trasfusionale.

Donare il sangue è, dunque, un gesto semplice e che peraltro porta con sé, a parte un intrinseco valore etico e sociale, anche delle “convenienze”, basti pensare alla vaccinazione antinfluenzale che è gratuita per i donatori o al fatto che nel 2017 quasi 2mila persone, circa l’uno per mille del totale dei donatori, hanno scoperto di avere un’infezione da virus dell’epatite B o C, Hiv o Treponema pallidum proprio attraverso le analisi che si fanno prima di donare il sangue.







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto