Una strada per evitare l’esodo (sanitario) dei calabresi – VIDEO

La “mobilità passiva” è stata una costante nell’andamento della spesa sanitaria regionale calabrese, per una lunga serie di cause: prime fra tutte la carenza progressiva degli organici, le apparecchiature tecnologicamente…

La “mobilità passiva” è stata una costante nell’andamento della spesa sanitaria regionale calabrese, per una lunga serie di cause: prime fra tutte la carenza progressiva degli organici, le apparecchiature tecnologicamente lontane dai moderni macchinari disponibili e i tanti immobili adibiti ad ospedale risalenti anche al secolo scorso. La situazione è talmente paradossale, che la Calabria in pieno Piano di rientro si trova quotidianamente a fronteggiare un debito in continua crescita.
Questo spinge, migliaia di pazienti a scegliere di affidare la propria salute ad ospedali e cliniche private lontane dalla Calabria. E’ il tema affrontato in un convegno tenutosi a Cosenza, che ha coinvolto medici ed esperti del settore.
La via d’uscita – secondo la dottoressa Maria Cristina Mìnisci – è una ed una sola: un tavolo tecnico che coinvolga tutti i protagonisti del mondo della salute calabrese.





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