Asp Cosenza, dipendenti in piazza: «Rischiamo il collasso» – VIDEO

Medici, dipendenti e infermieri hanno sfilato dalla sede provinciale al palazzo della Prefettura. «Personale ridotto, servizi a rischio»

di Michele Presta
COSENZA Ci sono i dipendenti, personale in camice bianco ed amministrativi, davanti alla sede Asp di Cosenza. Le sigle sindacali hanno indetto un’assemblea plenaria alla quale ha risposto oltre un centinaio di lavoratori dell’azienda sanitaria provinciale. Manca la politica, ma con i rappresentanti locali della cittadella, tra i manifestanti si percepisce che ad oggi i rapporti sono ai minimi termini.
Destra o sinistra, non c’è nessuna differenza. Nell’assembramento che da viale degli Alimena poi si è spostato a Piazza XI settembre, ai piedi del palazzo di Governo della Prefettura, i dipendenti di una delle Asp più grandi dell’intera nazione lamentano problemi atavici nei quali la sanità regionale sguazza da decenni. Blocco delle assunzioni, lavoratori part-time utilizzati come se avessero contratti a tempo pieno ed uno spettro all’orizzonte che si chiama “Quota 100” che potrebbe provocare una emorragia incontrollata di lavoratori non adeguatamente sostituiti. Mancano medici, infermieri e operatori sanitari. Poi c’è tutta la parte amministrativa dell’azienda, motore occulto dell’intero sistema. C’è voluta qualche ora prima che i rappresentanti delle sigle sindacali si sedessero al tavolo con il Prefetto di Cosenza Paola Galeone, ma alla fine il confronto sembra aver generato un risultato proficuo.
Le rappresentanze sindacali si impegneranno nella redazione di un documento che tramite gli uffici della Prefettura arriverà sulla scrivania del commissario regionale della sanità Saverio Cotticelli. Dovrà farsi carico delle istanze avanzate dai dipendenti dell’Asp cosentina anche in considerazione del fatto che molte delle problematiche avanzate dai lavoratori sono collegate al piano di rientro regionale, ma poi perché il commissario alla guida dell’ente bruzio è pro-tempore, situazione nella quale si aggiungono le recenti dimissioni del direttore sanitario Francesco Di Leone.

«COSÌ NON SI GARANTISCONO I SERVIZI» C’è lo spettro del precariato a vita dei lavoratori dell’azienda sanitaria ma anche quello che riguarda direttamente la vita dei cittadini, cioè di una sanità che da qui a qualche mese potrebbe essere così malconcia da non essere più nemmeno in grado di «leccarsi le ferite». Non usa mezzi termini Vincenzo Casciaro, sindacalista Cgil del Pollino che insieme a Susanna De Marco della Uil a Teodora Gagliardi (Cgil), Pierpaolo Lanciano (Cisl), Antonio Caccuri (Fials) e Onofrio Sommario (Nursing Up) ha firmato il documento di indizione dell’assemblea plenaria dei lavoratori.
«Perdiamo in media 200 lavoratori all’anno – aggiunge – e quest’anno con gli incentivi offerti da “Quota 100” le cose potrebbero andare ancora peggio. La nostra è una sanità che non è più in grado di programmare nulla ma operare in perenne regime di emergenza. All’Asp di Cosenza chiediamo di non sfuggire ai problemi che evidenziamo ogni giorno e alla politica non possiamo che chiedere di smetterla di fare annunci anche perché i malati sfuggono dalla nostra regione anche per problemi di minore entità».
Un esodo di malati che tra gli operatori dell’alto Tirreno cosentino è già realtà. In diversi, infatti, raccontano di come moltissimi malati preferiscano spostarsi in Basilicata piuttosto che a Cosenza. «I servizi offerti alla collettività – spiega Teodora Gagliardi – sono il motore della nostra protesta. La riqualificazione del personale, lo sblocco del turn-over devono essere al centro di un rilancio della sanità calabrese. Molti dipendenti hanno turni raddoppiati e lavorano fino allo stremo delle forze è logico che in questa direzione si rischia di non garantire più nessun servizio». (m.presta@corrierecal.it)







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto