Omicidio a Paterno, uccide lo zio e si costituisce – VIDEO E FOTO

La vittima è il 54enne Angelo Presta. Sarebbe stato colpito a morte dal nipote Salvatore. Tra i due, che gestivano assieme un’azienda di legname, sarebbe scoppiata una lite. Il cadavere è stato trovato in un’area agricola

di Michele Presta
PATERNO CALABRO Una lite finita male, una delle tante in base alle impressioni degli abitanti di Paterno Calabro, piccola cittadina in provincia di Cosenza. L’intera valle del Savuto è scossa per l’omicidio di Angelo Presta 54enne residente della zona, ucciso a colpi di pistola da suo nipote Salvatore Presta di 35 anni. Dopo aver esploso gli spari Salvatore avrebbe lasciato il corpo dello zio inerte e si sarebbe consegnato alla stazione dei carabinieri di Dipignano dove i militari ed il sostituto procuratore Domenico Frascino, lo hanno interrogato per tutto il pomeriggio. Indagini aperte su più fronti, con i carabinieri che stanno lavorando per capire se il gesto di Salvatore Presta fosse premeditato o semplicemente dettato da uno scatto d’ira.

IL DELITTO Vige stretto riserbo sulle indagini, ma quelli che nel gergo giuridico sono i “futili motivi” che avrebbero spinto Salvatore Presta ad uccidere lo zio sarebbero da ricollegarsi all’attività imprenditoriale che condividevano. Da diverso tempo, infatti, erano impegnati nel campo della lavorazione e dello smercio del legname e i rapporti tra i due si sarebbero deteriorati al punto da non essere più recuperabili. Proprio questo è l’aspetto che stanno maggiormente approfondendo i carabinieri di Cosenza coordinati dal comandante Giuseppe Merola. Angelo Presta è stato trovato privo di vita in un’area agricola, in contrada Pugliano, lontano dal centro abitato di Paterno Calabro. Tra l’argilla e il fango, la salma è stata a lungo riversa vicino ad un’Audi di colore grigia di sua proprietà. Gli inquirenti stanno ricostruendo tutte le fasi del delitto per ricostruire nei minimi dettagli tutte le fasi delle ultime ore in vita della vittima. L’arma utilizzata per il delitto è stata recuperata all’interno dell’auto dove si è consumato l’omicidio ed i bossoli esaminati dai carabinieri del nucleo investigativo coincidono con l’arma che Salvatore Presta ai carabinieri ha dichiarato di aver utilizzato. In base ad un primo controllo risulta legalmente dichiarata e detenuta da Salatore Presta che frequentava il poligono di tiro. Entrambi sono molto conosciuti in paese, Salvatore, aveva anche tentato la conquista di un posto in consiglio comunale lo scorso anno candidandosi con la lista Paterno al Centro. In attesa di ulteriore sviluppi sulle indagini, nei suoi confronti, è stato disposto l’arresto con l’accusa di omicidio volontario aggravato. (m.presta@corrierecal.it)

 







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