Festa al “San Vito Marulla”: Tutino da cineteca, Cosenza si regala un altro anno in B

Finisce 1-1 contro il Venezia l’ultima partita casalinga dei rossoblù. Che guadagnano la salvezza matematica con una giornata d’anticipo. Applausi per la rete in rovesciata del centravanti dei Lupi: è una delle più belle dell’anno – VIDEO

di Michele Presta
COSENZA
Giorno di festa al San Vito Gigi Marulla. Adesso è anche la matematica a certificare per la squadra del presidente Eugenio Guarascio la permanenza in serie B per la prossima stagione. Bagordi e soddisfazioni per gli oltre 10mila presenti tra i gradoni dello stadio. È la festa dello stadio e del tifo. I supporter, come ripetuto anche dal mister Piero Braglia in più occasioni, sono stati il dodicesimo uomo in campo. E non al caso il San Vito Marulla è stato un vero e proprio fortino dove il Cosenza è riuscito a mantenere numeri da prima della classe anche complice una lunga serie di minuti (più di 500) in cui l’estremo difensore Pietro Perina è riuscito a mantenere la sua porta inviolata. Ed il Cosenza gioisce per la permanenza in serie B. Lo fa grazie allo spettacolare gol messo a segno da uno degli uomini simbolo delle ultime due stagioni: Gennaro Tutino. Sull’asse tutto napoletano (Palmiero–Tutino) la punta campana è riuscita a insaccare il suo decimo gol in campionato, una marcatura da cineteca, con una rovesciata da manuale del calcio che non è stata oscurata neanche dal pareggio (definitivo al termine dell’incontro) di Bocalon. Piero Braglia (osannato da tutto lo stadio) e i suoi ragazzi si congedano dal pubblico di casa dimostrando quanto nel corso della stagione sia stato possibile raggiungere l’obiettivo della salvezza soprattutto grazie a uno spirito di unione e di squadra capace di superare anche alcune lacune tecniche. Domenica all’Arechi di Salerno il Cosenza chiuderà definitivamente la stagione 2018/19; poi osserverà un turno di riposo nell’ultima giornata di campionato. Il Venezia invece affronterà il Pescara in una sfida delicatissima per mantenere la categoria.

LA PARTITA Serse Cosmi e Piero Braglia, due filosofie di gioco differenti e un finale di stagione che racconta un percorso in campionato che ha portato gli uomini del tecnico cosentino a una salvezza tranquilla, virtualmente raggiunta con diverse giornate di anticipo, i lagunari invece in piena lotta per non retrocedere. Nella bagarre retrocessione i veneti sono stati risucchiati proprio al termine della partita di andata contro il Cosenza, quando grazie a un gol di D’Orazio i rossoblù staccarono il pass per il centro classifica mentre i ragazzi dell’allora tecnico Walter Zenga iniziarono a collezionare una serie di risultati negativi. Un trend che rimase invariato anche al ritorno in campo dopo la pausa invernale del campionato. I moduli: 3-5-2 per i padroni di casa, 4-3-3 per gli ospiti che si aggrappano alla capacità di fare reparto di Bocalon e all’interdizione dei due centrocampisti Schiavone e Segre. Le due punte del Cosenza sono una spina nel fianco di tutte le difese, Embalo e Tutino sono stati chiamati a fare reparto supportati dalle imbeccate di Palmiero, Sciaudone e Palmiero. Sulla linea di difesa a tre, rientra dopo un lungo infortunio, Riccardo Idda che sostituisce lo squalificato Dermaku. Nella prima frazione di gioco le squadre si abbandonano a un ritmo partita molto blando. Le emozioni sono centellinate e le due difese tengono bene le poche sortite d’attacco.

Ma l’andamento dell’incontro viene interrotto come un fulmine a ciel sereno dal gol dei padroni di caso. Luca Palmiero tira fuori dal cilindro l’ennesimo trucco che lo consacra e conferma tra i migliori centrocampisti della cadetteria. La palla calciata con il contagiri arriva nel cuore dell’area di rigore e Tutino, spalle alla porta, trova la coordinazione perfetta con una rovesciata. La palla impatta il collo del piede dell’attaccante napoletano e poi si deposita alle spalle di vicario che prova una parata plastica utile però solo al corredo fotografico del gesto realizzato da Tutino. Al rientro in campo per il secondo tempo, Cosmi mette mano all’undici iniziale. Zennaro lascia il posto a St. Clair e il Venezia gioca con un piglio differente. Complice un Cosenza già pago del risultato, i lagunari riescono ad acciuffare il goal del pareggio. Dagli sviluppi di un calcio di punizione Modolo riesce a svettare tra le casacche rossoblù e a fare da sponda a Bocalon che prima controlla poi insacca alle spalle di Perina. Pareggio e altri risultati alla mano, le due squadre non vogliono rischiare ma non rinunciano a giocare. Tutino ci riprova in rovesciata ma questa volta al posto di colpire la palla prende la testa di Pinato che viene portato fuori dal campo in barella. All’83esimo a pochi centimetri dal limite dell’area di rigore Fornasier atterra Tutino. Una punizione al limite affidata a Bruccini che calcia di poco a lato dalla porta difesa da Vicario. Finisce praticamente qui: a Cosenza è festa, Venezia guarda con preoccupazione mista a speranza alle prossime due partite. (m.presta@corrierecal.it)







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