Corigliano, il Pronto soccorso dell’ospedale rischia lo stop notturno

Allarmata lettera del primario al prefetto di Cosenza su turni e sicurezza. «Salvaguardare l’incolumità degli operatori e dei cittadini»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
I nodi, prima o poi, vengono al pettine. E come se non bastassero i problemi del reparto di pediatria dello stabilimento ospedaliero di Corigliano – nel contesto dello spoke di Corigliano Rossano – appena risolti con una panacea momentanea, ovvero pediatri in prestito per un mese prorogabile dall’ospedale di Cosenza, anche il pronto soccorso ausonico rischia la chiusura nelle ore notturne.
Una gravissima notizia paventata dal primario di Pronto soccorso dello spoke che, non sapendo più a quale santo votarsi per erogare un servizio adeguato, ha scritto al prefetto di Cosenza, Paola Galeone.
Al massimo rappresentante dello Stato sul territorio, Natale Straface, nella missiva condivisa da tutto il personale del Pronto soccorso, manifesta tutto il suo malessere dopo innumerevoli denunce. Il direttore del reparto chiede un numero adeguato di medici, di infermieri e ausiliari, di dotazioni di varia natura e maggiore sicurezza dopo i tanti episodi di violenza registratisi negli ultimi mesi.
Nella sua veste di direttore del pronto soccorso e del dipartimento emergenze dello spoke Corigliano Rossano, scrive Straface, «ho finora permesso la continuità del servizio dei pronto soccorso con rinuncia da parte dei lavoratori a riposi, ferie e col ricorso ad una turnazione “illegittima”, violando sistematicamente la Legge 161/2014: direttiva europea sull’orario di lavoro e turni massacranti, col ricorso a straordinari, nonché col ricorso ed utilizzo di medici a rapporto convenzionato del servizio 118. Atti e azioni spesso borderline sul rispetto di norme e procedure».
Il dottor Straface riferisce poi di contesti carenti «anche di servizi e posti letto, soprattutto a Corigliano, in un ambiente di lavoro divenuto inadeguato, insicuro, carente e pericoloso, con devices salvavita obsolete e datate: queste stesse rilevazioni sono state evidenziate dai sopralluoghi dei Nas con verbali e prescrizione di richieste di personale ed attrezzature, verbali inviati alla Direzione Generale dell’Asp di Cosenza e che sono rimaste senza riscontro».
Straface, dunque, si sente costretto a rivolgersi al prefetto Galeone, per «salvaguardare l’incolumità degli stessi operatori, oltre che dei cittadini, ma anche per le tutele legali del sottoscritto e dei miei collaboratori». Nel messaggio evidenzia anche che vorrebbe tenersi «lontano da clamori e strumentalizzazioni politiche, elettorali», ma anche evitare «ulteriori tensioni nell’opinione pubblica, apprensioni ed insicurezza nei cittadini, oltre che allarmi e tensioni sociali», nonostante le «energie, le forze e le riserve, ma non le motivazioni e le determinazioni, siano esaurite».
«Per forza maggiore – Straface va al nocciolo della questione – sarà a giorni sospesa l’attività notturna di pronto soccorso nell’area di Corigliano, non riuscendo più a garantite la continuità del servizio nelle 24 ore con la presenza del medico: sono rimasti in servizio uno sparuto numero di medici appena necessari a garantire il solo turno diurno, un esiguo numero di infermieri ed ausiliari inadeguati a garantire assistenza H24! Nel mentre a Rossano si potrà continuare a garantire un turno di 24 ore sia pure con la presenza inadeguata di personale sanitario in considerazione dell’articolazione complessa della unità operativa allocata nello stabilimento di Rossano».
Il primario del pronto soccorso riferisce al prefetto anche che «la governance aziendale dell’ASP di Cosenza, quando era presente, è rimasta finora disattenta ed insensibile a qualsiasi richiamo di attenzione da parte del sottoscritto e dei miei collaboratori. Tutto quanto è consentito dal mio ruolo e funzioni di Direttore dei pronto soccorso e del Dea è stato esaurito non avendo altre possibilità di intervento e di reclutare risorse. Qualora a giorni dovesse determinarsi una sospensione del servizio, sarà mia cura informare uffici, organi competenti e predisporre percorsi assistenziali alternativi al fine di ridurre ulteriori disagi ai cittadini».
Insomma, se il primario del pronto soccorso dovesse realmente sospendere le prestazioni nel presidio coriglianese nelle ore notturne, le conseguenze potrebbero essere enormi per tutto il territorio. Da Cariati a Rocca Imperiale, la Sibaritide e i suoi 220 mila abitanti sarebbero costretti a servirsi del solo pronto soccorso – peraltro anch’esso oberato di problemi – di Rossano. E con gli ospedali di Trebisacce e Cariati ormai chiusi da anni.
Già, ma in nome di quale spending review? (redazione@corrierecal.it)







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