Stasi: «C’è bisogno di un “taglio netto” con il passato»

Il candidato a sindaco di Corigliano Rossano ha aperto la campagna elettorale. E attacca gli avversari: «A differenza di altri, dietro di me non ho nessuno»

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO Schietto, diretto e senza mezzi termini. Flavio Stasi non è di certo uno che si nasconde dietro ad un dito. E così ha iniziato la campagna elettorale a Corigliano, in una partecipata piazza Salotto.
Sostenuto da una coalizione civica, ha affrontato temi noti, i suoi “cavalli di battaglia”, a partire dalla lotta alla cementificazione selvaggia della città, da avo di costruttori. Il suo martello tematico è stato quella gran voglia di recidere il cordone ombelicale con la classe politica del passato, offrendo il suo punto di vista su come governare, per poi scagliarsi anche contro chi «ha svenduto il territorio» e contro «ammucchiate» politico-elettorali.
Stasi dal palco naturale di piazza Salotto ha esordito lanciando una frecciata: «C’è bisogno di un favore per chiedere lo spazio di un comizio?»
E poi è andato subito al sodo. «V’è necessità di una discontinuità netta con la classe dirigente del territorio, quella classe dirigente che ha riempito di bugie la campagna referendaria per la fusione». Primo argomento, a lui mai tanto caro, la fusione. «Non sarà mai la demografia – ha aggiunto – quindi gli 80mila abitanti a risolvere i problemi di questa città ma una nuova classe politica rispetto a tutti coloro i quali hanno svenduto il territorio. Ebbene, fateci caso, le rappresentanze istituzionali anche quelle provenienti da Cosenza le troverete dietro gli altri candidati. Dietro di me non ho nessuno».
Definendo il territorio quale fanalino di coda d’Europa, ha quindi offerto la sua concezione amministrativa.
«Fermeremo la cementificazione selvaggia. Non vogliamo essere simpatici a tutti ma capirete che una città senza terminazioni fognarie, senz’acqua – ha specificato Stasi – senza ordine nella viabilità, con cadaveri di cemento non terminati, non funziona. Si può fare economia con le riqualificazioni dei quartieri, nella salvaguardia delle risorse naturali e nella tutela delle nostre vocazioni come il turismo e l’agricoltura. E poi non muoveremo alcun ufficio dai centri storici. Le risorse che arriveranno per la fusione le investiremo proprio nei borghi antichi per la rigenerazione dei quartieri e utilizzeremo quei fondi europei che finora sono stati rispediti a Bruxelles perché con quelle risorse non si potevano fare i piaceri agli amici».
Quindi il mare, l’organizzazione comunale e la sanità, fra i temi affrontati. «Metteremo mano al piano spiaggia e statene certi, non per accontentare i figli deli amici. Qui prevarrà la meritocrazia e la trasparenza. Nelle nostre liste non vi sono portatori di voti e di interessi che ci impediranno di resettare la macchina comunale, alla quale metteremo mano con rotazioni di quei funzionari che hanno sempre avuto un consigliere comunale di maggioranza che li proteggeva». Rispetto alle questioni sanitarie, Stasi è partito dalla «svendita delle Asl, col placet della nostra classe politica, per dar vita alle Asp. Metteremo in discussione quel modello, utilizzato per inserirvi i raccomandati, così come metteremo in discussione i modelli ospedalieri “Hub” e “Spoke”».
Il leader della coalizione per Flavio Stasi sindaco, prima di salutare, ha lanciato qualche altra stoccata, prima fra tutte l’appalto sulla raccolta dei rifiuti. (redazione@corrirecal.it)







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