Il Pd cosentino: «Dietro la sfiducia a Occhiuto solo valutazioni politiche»

Dopo l’inchiesta “Passepartout” il segretario provinciale dem Guglielmelli spiega: «Volevamo provare a indebolire la maggioranza di centrodestra in vista delle elezioni comunali»

COSENZA «Al netto delle indagini mi corre l’obbligo di ribadire che il Partito democratico in occasione della sfiducia a Mario Occhiuto ha agito esclusivamente sulla base di valutazioni politiche». Dopo il clamore suscitato dai risvolti dell’inchiesta “Passepartout”, che coinvolge il sindaco di Cosenza e il presidente della Regione Mario Oliverio, il segretario provinciale del Pd cosentino Luigi Guglielmelli chiarisce la posizione dei dem sulla sfiducia che, nel 2016, provocò la caduta della prima amministrazione Occhiuto. Una caduta che secondo la Procura di Catanzaro sarebbe invece stata funzionale alla realizzazione del progetto della Metroleggera che, all’epoca, era avversato dallo stesso Occhiuto.
«Innanzitutto – dichiara Guglielmelli in merito a quella circostanza – era nostra intenzione provare a disarticolare la maggioranza di centrodestra ed indebolirla in vista delle imminenti elezioni comunali. La seconda ben più importante era la necessità di tornare a votare alla Provincia di Cosenza e provare a vincere le elezioni, rovinosamente perse due anni prima. Spero sia noto a tutti che con la riforma Delrio non esiste uno strumento consiliare per sfiduciare il presidente della Provincia e che l’unico modo per interrompere il mandato quadriennale è quello che il presidente decada dalla carica di sindaco (solo i sindaci possono ricoprire il ruolo di presidente della Provincia). Non sfuggirà a nessuno che il presidente della Provincia all’epoca dei fatti era Mario Occhiuto e che con la sua caduta da sindaco lo stesso, non senza molti contenziosi che hanno interessato finanche il Consiglio di Stato, è decaduto da presidente della Provincia dando la possibilità al Pd dapprima di esprimere il presidente facente funzioni nella persona di Graziano Di Natale e successivamente di vincere le elezioni con Franco Iacucci».
«Queste sono state le motivazioni politiche – chiarisce ancora il segretario provinciale del Pd – che hanno spinto tutti (non ricordo un Pd più unito successivamente a quell’episodio) a concorrere alla sfiducia di Mario Occhiuto ovvero un giudizio negativo sulla sua azione di governo cittadino e un giudizio ancora più negativo sulla sua azione di presidente e la volontà di provare a vincere le elezioni comunali e provinciali». «Per quanto riguarda le opere pubbliche, infine, ribadisco che eravamo, siamo e saremo sempre dalla parte degli investimenti utili e necessari ritenendo che questi possano essere uno strumento utile per creare lavoro e servizi migliori per i cittadini. Ci interesseremo sempre, pertanto, sull’opportunità e sulla necessità – conclude Guglielmelli – di realizzare infrastrutture materiali ed immateriali che possano migliorare la vita quotidiana dei cittadini. Interessarsi del bene comune non è indice di interessamento agli appalti, sui quali altre istituzioni sono chiamate a vigilare e a controllare, ma semplicemente significa esercitare la funzione ed il ruolo politico a cui i cittadini ci hanno chiamato».







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