La fuga di Coulibally è durata 12 ore – VIDEO

È stato catturato domenica sera il detenuto fuggito dal carcere di Cosenza in mattinata. Determinante la segnalazione di un uomo di origine rumene che ha allertato le forze dell’ordine

COSENZA L’ora d’aria di Amadou Coulibally ha messo a ferro e fuoco la città. La fuga del 20enne di origini marocchine evaso dal carcere “Sergio Cosmai” di Cosenza (che abbiamo raccontato qui) è terminata dopo 12 ore di controlli serrati del territorio da parte delle forze dell’ordine e ad appena qualche chilometro dalla casa circondariale dove era detenuto da una settimana. Ad ammanettare il fuggiasco su via Sertorio Quattro mani sono stati gli agenti della polizia penitenziaria dopo una rincorsa rocambolesca iniziata sulle rive del fiume Crati e terminata solo qualche minuto dopo, vicino a Palazzo dei Bruzi. Amadou Coulibally, stando alle prime ricostruzioni, avrebbe approfittato della penombra per spostarsi dalla fitta vegetazione degli argini del fiume dove con ogni probabilità è rimasto nascosto per tutta la giornata di domenica.
Ad accorgersi della sua presenza un residente del quartiere di origini rumene, che accortosi della vistosa maglia gialla indossata dall’evaso ha subito allertato le forze dell’ordine. La richiesta d’aiuto però non è passata inosservata al giovane fuggitivo che fiutato il pericolo ha pensato che l’unica soluzione sarebbe stata di sfruttare agilità e velocità per seminare tutti. A lanciarsi all’inseguimento, insieme all’uomo che lo ha avvistato, anche altri due giovani cosentini. «Ci siamo subito accorti che era lui e ci siamo lanciati all’inseguimento» raccontano all’uscita della caserma dei carabinieri Paolo Grippo. Ma se adesso Amadou Coulibally è di nuovo assicurato alla giustizia, le indagini dei carabinieri, si sposteranno sull’istituto penitenziario di Via Popilia. È infatti tutta da chiarire in che modo il marocchino abbia superato il muro di cinta che separa il carcere dal resto della città. Prime sommarie informazioni lascerebbero pensare che il ragazzo approfittando dell’ora d’aria prevista per le 9.15 del mattino, si sarebbe arrampicato sfruttando un deposito degli attrezzi e poi arrampicato fino alla parte alta della cinta muraria.
Arrivato in cima, uno sguardo a destra l’altro a sinistra e poi giù in una corsa a perdifiato verso il centro storico di Cosenza mentre dagli altoparlanti del carcere veniva lanciato l’allarme. Nonostante polizia e carabinieri, coadiuvati anche dalla polizia municipale e dai reparti della polizia penitenziaria abbiano più volte battuto gli argini del fiume Amadou Coulibally è riuscito a rimanere nascosto. Mimetico tra la vegetazione degli alberi ed impassibile alle ricerche delle forze dell’ordine. Si trovava al carcere di Cosenza da poco più di una settimana. Era stato trasferito dalla casa circondariale di Arghillà dove era stato rinchiuso dopo una condanna fino al 2023 per rissa e lesioni. (mi.pr.)







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