Unical, l’appello degli accademici per il voto “rosa” – VIDEO

L’appello dei prof: «Abbiamo candidato le donne, adesso bisogna votarle. La Calabria corra ai ripari adottando la legge sulla doppia preferenza di genere o il consiglio sarà al limite dello scioglimento».

RENDE Le donne nelle liste delle prossime elezioni amministrative sfiorano quasi ovunque il 50% nei comuni con più di 5mila abitanti. È uno degli effetti della legge sulla doppia preferenza di genere, lo stesso dettame normativo di cui la Regione Calabria non si è ancora dotata. Da lunedì potrebbero aumentare di molto le quota rosa nei consigli comunali, le amministrative rappresentano un banco di prova non solo per ridisegnare la geografia politica ma anche un assaggio di quanto la legge sulla doppia preferenza di genere possa incidere per dare nuova linfa ai consigli comunali. Ne sono convinti i docenti dell’Università della Calabria: Walter Nocito, Piero Fantozzi e Giovanna Vingelli che insieme alla consigliera di Parità regionale Tonia Stumpo hanno discusso sull’argomento nella sala stampa dell’Università della Calabria. «Vogliamo fare un appello ai calabresi perché ricorrano alla doppia preferenza di genere alle prossime elezioni. Sia alle amministrative che alle europee – dice Tonia Stumpo – si può consentire un ingresso massiccio delle donne all’interno delle assisi consiliari. Le donne sono state candidate e adesso devono essere votate».

Un appello al voto “rosa” avallato dalla docente Vingelli che evidenzia come studi internazionali dimostrino una percentuale più bassa di episodi di corruzione nelle istituzioni in cui sono presenti le donne. «E questo nella nostra terra dovrebbe avere una rilevanza preponderante». Un assist per riaprire l’argomento sulla legge regionale. «Resta il neo della bocciatura della legge – aggiunge Tonia Stumpo – però abbiamo diverse possibilità. Ci possiamo adeguare alla norma adottando le leggi depositate dai comuni oppure fare una disposizione legislativa differente molto simile a quella del Parlamento con il listino bloccato alternato uomo donna. Ma c’è di più: potremmo ricorrere alle elezioni nei collegi. Spetta solo a loro, ci diano la possibilità di avere una norma di civiltà come per europee e amministrative».
Per gli accademici la legge sulla doppia preferenza è utile per non rendere discriminante il voto. «Vedremo cosa diranno le urne – commenta Walter Nocito -. Ma sicuramente la Regione Calabria si trova nel difetto di una inattuazione della legge costituzionale sulla parità di genere. Se non si prenderanno provvedimenti ci ritroveremo ai limiti dello scioglimento del consiglio regionale». Ma c’è anche un altro aspetto, quello del pacchetto di voti. «I voti bloccati hanno rappresentato un freno alla crescita civile di questo paese – spiega il docente Piero Fantozzi -. La doppia preferenza permetterebbe una rottura dei sistemi come già avvenuto a livello nazionale». (mipr)







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