Fimognari: «Affollamento al Pronto soccorso per invecchiamento popolazione»

Il presidente della Società italiana di geriatria ospedaliera e direttore del reparto di geriatria all’Annunziata chiede maggiore attenzione sulla cura degli anziani: «Assistenza domiciliare ancora non adeguata»

COSENZA «Invecchiamento della popolazione significa anche aumento del numero assoluto di anziani malati. E la storia naturale delle malattie croniche è costellata da continui episodi di riacutizzazioni, che generano quadri clinici acuti e gravi che possono essere curati solo in Ospedali attrezzati». Lo afferma in una nota Filippo Fimognari, direttore del reparto di Geriatria all’ospedale “Annunziata” di Cosenza e presidente della Sigot, la Società italiana di geriatria ospedale e territorio che terrà il proprio 33mo Congresso nazionale dal 3 al 5 giugno a Bologna. Il congresso, che avrà per tema “La Geriatria al fianco della persona che invecchia: in ospedale e al domicilio”, sarà presieduto da Marco Masina, direttore della Geriatria dell’Ospedale di Bentivoglio (Bologna) e da Amedeo Zurlo, direttore della Geriatria dell’Ospedale Universitario di Ferrara.
«L’affollamento dei Pronto soccorso – aggiunge Fimognari – non è frutto del caso, ma deriva dalla crescita della popolazione anziana e dalla drastica riduzione dei posti letto ospedalieri, cui non è corrisposto un adeguato sviluppo dell’assistenza domiciliare e territoriale, il che rende spesso molto difficile la dimissione ospedaliera di pazienti stabilizzati ma ancora bisognosi di cure complesse o di terapie di fine vita (i cosiddetti bed-blockers)». A questo proposito, nel Congresso saranno discusse alcune preziose esperienze nazionali di continuità ospedale-territorio.
«Più di 30 anni fa – afferma Alberto Ferrari, presidente onorario del congresso e past-President della Sigot – un trial clinico randomizzato dimostrava per la prima volta come la gestione clinica basata sulla Valutazione Multidimensionale Geriatrica sia superiore, in termini di sopravvivenza e conservazione dell’autosufficienza, rispetto al metodo di cura centrato sulla patologia d’organo. Questo risultato, poi confermato da vari studi, è stato ottenuto in pazienti anziani ospedalizzati in emergenza-urgenza e ha posto le basi per lo sviluppo e la diffusione, purtroppo ancora insufficiente, della Geriatria Ospedaliera».
«Da allora – aggiunge Masina – biogerontologi e geriatri hanno prodotto un’enorme mole di evidenze scientifiche che indicano la via per un invecchiamento di successo, che si può ottenere con la prevenzione e con la ottimale gestione terapeutica delle patologie croniche, come sarà discusso nel Congresso. Ed in effetti negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescita esponenziale non solo della popolazione anziana, ma anche del numero di anziani che rimangono in buona salute in età molto avanzate».
«L’importanza del geriatra nel cuore dell’emergenza ospedaliera e nei modelli di continuità con il territorio – afferma Zurlo – è stata resa più evidente dall’epidemia delle fratture ossee traumatiche da osteoporosi, in particolare le fratture di femore, che impongono un’assistenza integrata tra geriatra e ortopedico».







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