Sibaritide, lo “Sblocca cantieri” e i dubbi sulla 106 infiammano la politica

La riformulazione del decreto sembra mettere in dubbio la realizzazione del terzo megalotto della statale. Ferro (Fdi) protesta in Parlamento, “Basta vittime” punta il dito contro i Cinquestelle

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
«Compatibilmente». Dietro l’avverbio – contenuto nella riformulazione del Decreto Sblocca cantieri –, secondo alcuni, ci sarebbe la volontà di distogliere i fondi dal terzo megalotto della Ss 106. E tanto è bastato a mandare su tutte le furie i deputati calabresi di opposizione e il presidente dell’associazione “Basta vittime sulla Ss 106”, Fabio Pugliese.
I FATTI Nella seduta di ieri, la Camera dei Deputati ha approvato a maggioranza un emendamento, nella più ampia cornice del decreto cosiddetto “Sblocca cantieri”, con il quale il governo intende verificare la copertura finanziaria di ventotto opere pubbliche in Italia. Il terzo megalotto della statale 106 a quattro corsie fra Sibari e Roseto Capo Spulico (la bretella che chiuderà il “cerchio” di collegamento fra l’A2 del Mediterraneo e la dorsale adriatica) rappresenta l’unico cantiere previsto nel Mezzogiorno, come annunciato dal ministero dell’Economia nei giorni scorsi. La riformulazione dell’ordine del giorno con la frase «compatibilmente alla disponibilità della finanza pubblica» ha incendiato gli animi di alcuni deputati calabresi fra cui Wanda Ferro di Fratelli d’Italia. In aula, Ferro ha sostenuto come non vi sia alcuna necessità di verificare la compatibilità economica dell’opera, già garantita da copertura finanziaria di 1,3 miliardi di euro stanziati da una delibera Cipe, perdipiù registrata dalla Corte dei Conti lo scorso 17 luglio 2018.
I COMMENTI I ritardi cronici sull’inizio dei lavori, a fondi stanziati, per Fabio Pugliese sono «da attribuire ai parlamentari calabresi del Movimento Cinquestelle».
Il presidente di Basta vittime invia un duro messaggio al ministro delle Infrastrutture e critica aspramente la deputazione parlamentare regionale di maggioranza. «Toninelli eviti le continue passerelle – ha detto al Corriere della Calabria – e ritorni solo quando sarà in grado, se ci riesce, di inaugurare l’avvio dei lavori della tratta Sibari-Roseto. Se l’opera non dovesse partire, le responsabilità sono da addebitare a quei parlamentari del M5S eletti in Calabria, con voto plebiscitario, che non si sono battuti per difenderla».
In sostanza, per il presidente di Basta vittime «un dato è conclamato: ci sono opere che interessano alla Lega, come la pedemontana veneta che è già stata inaugurata, mentre le altre sono state inserite nel calderone dello “Sblocca cantieri” per rimettere tutto in discussione con la storiella della “compatibilità dei fondi”. Il Movimento Cinquestelle – ha concluso Pugliese – con l’emendamento vuole rompere il vincolo su quelle risorse per fare altro. Auspichiamo che il ministero dell’Economia non lo consenta». (l.latella@corrierecal.it)







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