Decreto Calabria, la Cgil: «Ora si parta con le assunzioni»

Il sindacato chiede un’accelerazione per puntellare l’organico della sanità: «Ormai è difficile mantenere aperti i reparti»

CATANZARO «La votazione conclusiva del Decreto Calabria consente di dare avvio alle assunzioni anche per le Regioni sottoposte ai Piani di rientro, questa è la più urgente necessità rilevata in tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere della nostra Regione». È quanto si legge in una nota della segreteria regionale della Funzione pubblica Cgil.
«I tempi previsti dal Decreto nelle sue altre declinazioni (nomine di commissari, redazione di nuovi atti aziendali, modalità di acquisto di beni e servizi, attività di interventi di progettazione, verifiche e controlli amministrativi, contabili e sanitari» sono contingentati – prosegue la nota – e non sappiamo quali esiti avranno, dato che interverranno solo parzialmente sulla condizione e l’organizzazione del Sistema sanitario regionale, sia per ragioni di tempo che per gli esigui investimenti programmati, al netto degli ancora discussi profili di incostituzionalità del provvedimento stesso».
«Quello che a noi tocca sollecitare – segnala la Fp Cgil – è che si proceda senza indugio a chiedere le autorizzazioni alle assunzioni, completando le stabilizzazioni già autorizzate da tempo, attivando lo scorrimento delle graduatorie vigenti, prorogando,così come indicato nell’accordo tra il commissario al Piano di rientro, Saverio Cotticelli, il direttore generale del Dipartimento salute, Antonio Belcastro, e le organizzazioni sindacali i contratti a tempo determinato, nelle more dell’individuazione di un percorso di stabilizzazione degli stessi e, infine, avviando nuove procedure concorsuali dove necessario, stabilendo linee guida omogenee. Infatti, da troppo tempo e da ogni azienda, da ogni territorio si elevano le voci di impossibilità a erogare i servizi, a mantenere gli standard assistenziali addirittura già carenti, a mantenere aperti i reparti, insomma non ci sono più margini per rinviare le esigenze più urgenti, anche in ragione del periodo feriale già iniziato e dei pensionamenti ordinari e con quota 100 che svuoteranno ulteriormente il bacino del personale sanitario regionale».
«L’emergenza sanità è in atto nella regione Calabria – si legge ancora nella nota – e l’eventuale rimodulazione del finanziamento del Fondo sanitario nazionale potrebbe ulteriormente ridurre le già esigue risorse destinate alla nostra Regione che, inoltre, se il regionalismo differenziato fosse il punto di approdo dell’attuale governo, sarebbe la più debole tra le Regioni destinate a subire una riduzione drastica della distribuzione di risorse destinate ai servizi essenziali, tra cui il sistema sanitario.
Ma le assunzioni, pur rappresentando la prima urgenza, da sole non basteranno a cambiare definitivamente il passo, occorre un nuovo piano operativo che sappia riscrivere l’organizzazione dei servizi distribuendo razionalmente le strutture tra assistenza territoriale e ospedaliera e risolva definitivamente le criticità strutturali e le carenze strumentali. Riguardo all’aspetto gestionale e amministrativo, solo tre parole: trasparenza, legalità e valorizzazione professionale, i tre cardini su cui rifondare le Aziende più disastrate e con cui supportare quelle più virtuose».







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