Cosenza, l’opposizione contro la «finanza creativa» dell’amministrazione

I gruppi di minoranza chiedono conto a Occhiuto dei 160 milioni elargiti da Cassa depositi e prestiti per evitare il dissesto

di Michele Presta
COSENZA Nella «finanza creativa» della città di Cosenza, Mario Occhiuto viene definito il «mago Silvan». Ci scherzano su (non poi così tanto) i consiglieri di opposizione di Palazzo dei Bruzi che per l’occasione rispolverano una pila di atti, documenti e articoli di giornale in cui una buona parte di quello che è stato prodotto nella delibera 66 della Corte dei Conti, i superstiti della minoranza rivendicano di averlo già detto. E anche da diverso tempo, tre anni per l’esattezza. Giovedì 27 giugno nell’ultima seduta del consiglio comunale (in cui è stata approvata una parte di debiti fuori bilancio, l’altra verrà posta ai voti a fine luglio, ndr) Carlo Guccione, Damiano Covelli, Bianca Rende, Enrico Morcavallo e Francesca Cassano non si sono presentati. Motivi di merito e legittimità circa l’esercizio delle loro funzioni all’interno dell’assise comunale che si sono premurati di comunicare anche al prefetto Paola Galeone ma oggi le cose sono diverse. Per l’opposizione è arrivato il momento dell’operazione verità.

160 MILIONI DA CASSA DEPOSITI E PRESTITI Guccione e company, di una cosa sono sicuri: per evitare il dissesto finanziario Cassa Depositi e Prestiti nel 2010 fece arrivare nelle casse di Palazzo dei Bruzi 160 milioni di euro per ripianare la situazione debitoria e mettere nero su bianco il piano di riequilibrio pluriennale. «È chiaro che quel piano non è stato affatto rispettato – spiega Guccione –. Ce n’eravamo accorti anche noi tre anni fa e adesso lo contesta anche la Corte dei Conti. I debiti delle amministrazioni precedenti a quella di Occhiuto sono stati tutti ripianati, se così non è stato ci dica cosa ha fatto con i soldi dati da Cassa Depositi e Prestiti». Il consigliere regionale una sua idea se l’è anche fatta. «Si sono generati nuovi debiti semplicemente perché i servizi che abbiamo acquistato erano senza copertura finanziaria – spiega Guccione –. Questo per quanto riguarda i debiti di grande entità. I piccoli debiti vengono pagati con delle risorse vincolate che puntualmente a fine anno non vengono rimpinguate».

I “CARBONI BAGNATI” DI OCCHIUTO «Noi vogliamo sapere che cosa sia successo davvero in tutti questi anni – aggiunge Carlo Guccione – capire chi sono stati i responsabili e avere un quadro completo dei movimenti finanziari delle casse comunali. Fatto questo noi siamo pronti a dialogare con l’amministrazione comunale anche per approvare una variazione al piano di riequilibrio ed evitare per il comune di Cosenza venga dichiarato il dissesto finanziario». La minoranza, in attesa dell’udienza del 17 luglio dinnanzi ai giudici della Corte dei Conti, tende la mano ma non lo fa senza malizia. «Noi siamo stati sempre disposti a dialogare ma dall’altra parte non è mai stato così – dicono –. È successo con il piano strutturale comunale e anche con la struttura del nuovo ospedale. In consiglio non è mai arrivata una proposta di variazione al piano regolatore per realizzare la struttura. Si preferisce come al solito rinviare».

BUONI E CATTIVI Se il giudizio della Corte dei Conti è una montagna da scalare, non meno ispidi sono i problemi con Ecologia Oggi e con i dipendenti comunali che lamentano ritardi nel pagamento degli stipendi. Proprio le maestranze di Palazzo dei Bruzi per venerdì 5 hanno indetto una riunione sindacale dopo le «incerte risposte» ricevute dal direttore di ragioneria e dal segretario comunale. «Occhiuto preferisce dividere la città e catalogare in buoni o cattivi quelli che la pensano o non la pensano come lui – dice Damiano Covelli –. Farebbe meglio a convocarci e condividere con noi le problematiche dell’ente, soprattutto quelle che riguardano i dipendenti comunali». Se la questione con Ecologia Oggi è «una farsa di cui risentono soltanto cittadini e lavoratori», nell’era Occhiuto l’altro bastone di traverso potrebbe essere l’Amaco. «La società del trasporto locale – spiega Bianca Rende – ha un credito nei confronti del comune di 2 milioni di euro. Una massa debitoria che il comune non ha riconosciuto né ci sono gli accantonamenti per pagare la spettanza. Significa che se non si risolve presto questa situazione uno dei due enti rischia il default». Per Enrico Morcavallo, tutto questo, «basterebbe al sindaco per dimettersi».

LA DIFFIDA DEI DIRIGENTI VINCITORI DI CONCORSO «In questi anni abbiamo speso fior di quattrini in avvocati e consulenti – aggiunge la dem Rende –. Le opere che sono state realizzate in città sono state fatti con fondi europei e regionali, ed è assurdo che si ignorino le sentenze che intimano il comune ad assumere i vincitori del concorso per dirigenti indetto ormai quasi 10 anni fa». E per questo motivo i vincitori di quel bando, poi anche vincitori del ricorso, hanno inviato una missiva ai consiglieri e a tutti gli organi politici di Palazzo dei Bruzi affinché il contratto in scadenza del dirigente Francesco Converso non venga rinnovato preferendo l’assunzione dei dirigenti che aspettano l’immissione in ruolo. «Se il rapporto contrattuale viene rinnovato – dice Guccione – secondo me ci sono tutti gli estremi per una denuncia. Ci sono persone a cui legittimamente deve essere affidato quel posto. La pantomima dei dirigenti ci è costata 200mila euro di avvocati di fiducia, 72 mila euro di spese legali e adesso i ricorrenti hanno avanzato una richiesta di risarcimento danni per circa 500mila euro». (m.presta@corrierecal.it)







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto