La (difficile) battaglia degli Lsu per una pensione più giusta

A Montalto una lunga sequenza di cause per vedersi riconosciuti i contributi mai versati per le ore di lavoro aggiuntive. Mancano circa 10mila ore di servizio in tredici anni. Il sindaco: «Dispiace doversi costituire contro i lavoratori per una situazione ereditata, ma dobbiamo preservare l’ente» – VIDEO

di Michele Presta

COSENZA Non c’è Comune, più o meno grande, in Calabria che non abbia beneficiato della manodopera degli Lsu. Alcuni di loro ancora combattono contro le intemperie politiche in attesa di una stabilizzazione dopo anni di servizio, altri invece, raggiunta l’agognata pensione, lottano per il riconoscimento dei contributi lavorativi che non sono stati versati. Per le pubbliche amministrazioni, i lavoratori che sono rientrati nel programma regionale, da sempre sono una manna dal cielo. In molti casi sono professionisti (geometri, ragionieri, periti) già formati che siedono alle scrivanie dei dirigenti e fanno il loro stesso lavoro, ma non a parità di trattamento contrattuale (ve lo abbiamo raccontato qui), altre volte sono carpentieri prestati al verde pubblico o falegnami da “prestare” alla manutenzione stradale. Tutti, almeno una volta, hanno ricevuto ordini di servizio per svolgere mansioni diverse da quelle del progetto per cui erano stati reimpiegati. Ma se questa è una prassi consolidata, più o meno accettata da amministrazioni e lavoratori (visto che gli straordinari vengono comunque retribuiti, ndr), diverso è il caso dei mancati contributi sulle ore integrative settimanali.

GLI LSU DI MONTALTO UFFUGO DAVANTI AL GIUDICE Sono più di venti i lavoratori socialmente utili della città di Montalto Uffugo che hanno deciso di ricorrere al giudice del lavoro per ottenere il riconoscimento dei mancati contributi versati negli anni per le ore integrative. A scaglioni, anche in considerazione del monte ore da contestare, alcuni si sono presentati e altri presenteranno davanti al giudice del lavoro. Tutti però, al tribunale di Cosenza, portano la stessa questione: il mancato versamento dei contributi per le ore integrative di servizio svolte nei confronti dell’ente. Sì, perché, in base a quanto denunciato dai lavoratori, lo schema di convenzione tra la Regione Calabria e gli enti comunali prevedeva un impiego settimanale di 20 ore (con oneri contributivi a carico della regione) che diventavano poi 36 vista la richiesta delle 16 ore integrative in più (istituite con decreto legislativo 468 del 1997) tutte avallate con determine di giunta e i cui oneri spetterebbero proprio all’amministrazione comunale. Tutto qui: gli Lsu lavoravano come impiegati full time da parte del comune, l’ente non poteva fare a meno delle loro professionalità e gli anni sono passati finché molti poi non sono stati definitivamente stabilizzati nel 2009. La retribuzione era fissata come da contratto collettivo nazionale ma i lavoratori, ad oggi, lamentano di non aver ricevuto contributi che gli permetterebbero (per chi non lo è già) di andare prima in pensione ma soprattutto li renderebbero destinatari di un assegno di quiescenza più consistente.

Pietro Caracciolo

«Questa situazione io l’ho ereditata – spiega il sindaco Pietro Caracciolo –. Gli Lsu avrebbero dovuto prestare un certo numero di ore, però hanno fatto le integrazioni orarie di cui hanno ricevuto lo stipendio ma non i contributi. Un accertamento del Mef già diverso tempo fa aveva evidenziato questa irregolarità. I lavoratori hanno pensato di proporre azione legale contro l’ente ma so che alcune cause sono state definite favorevolmente all’amministrazione comunale, mentre altre pendono ancora dinnanzi al giudice visto che erano state sollevate anche delle questioni di improcedibilità. Io non posso assumermi la responsabilità di una situazione che non riguarda direttamente la mia amministrazione. Purtroppo ci siamo dovuti costituire in giudizio contro i lavoratori perché dobbiamo anche preservare l’ente da un eventuale danno erariale. Se il giudice valuterà la cosa favorevolmente nei confronti dei lavoratori ne prenderemo atto e ci adegueremo a quello che sarà stabilito».

IL VALORE DEI CONTRIBUTI NON VERSATI Diversi lavoratori del comune di Montalto Uffugo sono andati in pensione, altri invece continuano a lavorare per l’ente. E i contributi non versati, a oggi, pesano proprio sulle pensioni di chi ha smesso di lavorare. Quanto grava su una pensione il mancato pagamento degli oneri contributivi delle ore integrative? Circa 300 euro al mese che su un totale di poco più di 600 euro mensili di pensione sono più di una buona boccata d’ossigeno. In totale, il calcolo degli oneri da recuperare sul monte ore va fatto dagli anni che vanno dal 1997 al 2009. Tredici anni. Sedici ore di lavoro per 52 ore settimanali sono 832 ore all’anno. In 13 anni di servizio sono 10mila 816 ore. «Per tutte queste ore – spiegano i lavoratori – sono state effettuate le ritenute come per legge, nonché i versamenti Irpef». (m.presta@corrierecal.it)







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