Si apre il Manna bis: «Rende metterà al primo posto i più deboli»

Il sindaco di Rende mette al centro del suo secondo mandato la lotta all’evasione fiscale e la tutela delle fasce disagiate. Glissa sull’ospedale e va all’attacco sulla metroleggera («ho chiesto un tavolo tecnico»). Dall’opposizione: «Nulla di nuovo rispetto al passato»

di Michele Presta
RENDE Il sindaco di Rende scopre le carte e mette sui banchi dell’assise comunale le linee programmatiche. Il primo atto di indirizzo politico che è stato discusso dal consiglio comunale. Marcello Manna punta tutto sull’equità sociale e la lotta all’evasione fiscale per rimpinguare le casse comunali. «Penso che la città vada amministrata coinvolgendo tutti i cittadini e le fasce sociali», esordisce. Ma venendo alle opere ed i progetti in itinere, molto del realizzabile passerà dai fondi messi a disposizione dalla Regione Calabria attraverso l’Agenda urbana. «Sui beni comuni abbiamo già ottenuto degli ottimi risultati, ma dobbiamo diventare un modello per l’intera regione – spiega Manna -. Però la nostra attenzione deve essere dedicata alle fasce sociali più deboli: persone non autosufficienti e anziani. Su questa materia si può intervenire con contributi e finanziamenti da parte della Regione. Partiamo dai più deboli e ultimi, perché il disagio sociale è grave nel nostro territorio, ma purtroppo viene affrontato a mani nude». Ottanta pagine, che però «saranno continuamente aggiornate, anche perché mi aspetto un contributo da parte di tutti». I grandi temi della città nel Manna bis, dalle linee programmatiche, passano dal recupero del centro storico (affidato a tre assessori, un consigliere con delega, oltre al sindaco stesso) poi dal rapporto con l’Università della Calabria. «Con l’UniCal veniamo da anni di dialogo costante. Adesso dobbiamo fare in modo che il campus diventi parte del tessuto urbano cittadino. Abbiamo sottoscritto numerosi protocolli – aggiunge il primo cittadino – e ora è arrivato il momento di portare a casa i risultati come con il progetto della “Cittadella dello sport” con 9milioni di euro che devono essere solo cantierizzati. Ma oltre a questo ci sono le relazioni con tutti i dipartimenti che vanno sicuramente implementate». In questo contesto si inserirebbe la creazione di una cabina di regia tra l’università, l’amministrazione comunale e l’area industriale. Sull’ospedale la discussione per il momento viene tenuta nel cassetto: «Volete che mi sostituisca al presidente della regione e al sindaco di Cosenza e faccia una figura barbina», risponde ai consiglieri di minoranza. Diverso l’approccio per la metroleggera. «Ho chiesto un tavolo politico e tecnico al comune di Cosenza e alla Regione Calabria per avviare un percorso diverso sulla metropolitana – dice Manna -. Sono sorti problemi non solo per il costo dell’opera, ma anche per le vicende giudiziarie che riguardano la Cmc». Da settembre la linea “plastic free” estesa a tutti ma anche interventi specifici sulla raccolta differenziata. «Nel contesto della Vallecrati, inseriremo il nostro piano ecologico. Questo soprattutto se si considerano gli 8 milioni di euro sulla rete fognaria che ci consentirà di liberarci da un problema che ci ha creato grandi problemi e prosciugato risorse in termini finanziari».

LA MINORANZA: «NESSUNA IDEA DI CITTÀ» Arroccati sulle loro posizioni Mimmo Talarico, Sandro Principe e Andrea Cuzzocrea, molto più aperto al dialogo Massimiliano De Rose («seppure – spiega – il mio giudizio rispetto ai cinque anni non cambia»). L’ex candidato a sindaco per la coalizione “Open” bacchetta Manna per essere stato troppo generico. «Scorgo una dichiarazione di intenti molto vaga, si sottolineano questioni ma mancano le scelte strategiche che ci consentono di dire che cosa si voglia fare di Rende nei prossimi anni – dice -. Ci dia un cronoprogramma, ne discuta con i cittadini obiettivo dopo obiettivo». Se l’anima della città del futuro non trasuda dalle parole del sindaco, per Mimmo Talarico il problema è che si tratta di linee programmatiche fotocopia. «Le dichiarazioni programmatiche del 2014 sono le stesse di quelle che ha offerto adesso al consiglio. Il tema dei beni comuni, l’UniCal e Lorenzon così come il Psc e la partecipazione popolare sono identici. In questo quinquennio – aggiunge Talarico – non abbiamo avuto traccia di comitati di quartiere né di partecipazione». E la linea dell’opposizione è stata tracciata anche da Sandro Principe. «Ritorno a ricoprire un ruolo che è lo stesso di chi si avvia ad avere una carriera politica e istituzionale – dice il leader socialista -. Ritengo sia un atto d’amore. Ma venendo alle linee programmatiche non posso che costatare come manchi sia l’idea di città sia il ruolo che questa città dovrà svolgere in un contesto di area urbana». Su posizioni critiche rispetto alla realizzazione del nuovo cimitero invece Andrea Cuzzocrea: «Non c’è stata nessuna discussione e ad oggi ancora 80 salme aspettano sepoltura». Ma il primo cittadino replica secco: «Il dirigente dell’autorità di bacino che doveva fornirci i permessi non lo ha fatto, chissà perché. Discuteremo anche di questo in un consiglio se lo riterrete opportuno».

IL SUPPORTO DELLA MAGGIORANZA Solo il primo passo ma di certo non l’ultimo. I componenti della maggioranza a Manna augurano «buon lavoro». Volti nuovi in consiglio, in alcuni traspare anche molta emozione come per i consiglieri Salvatore Esposito, Luciano Bonanno e Francesco Corina. Deciso e convinto invece Marco Greco: «Nelle pagine di Agenda urbana c’è l’idea che questa amministrazione ha di città. Dall’apertura all’innovazione agli investimenti nelle politiche sociali». Così come Eugenio Aceto. «Mi sembra scontato dire che le linee programmatiche del sindaco andranno via via potenziandosi – ha detto il consigliere -. Abbiamo una squadra nuova e forte che ci permetterà realizzare le cose che abbiamo in cantiere e progettarne delle nuove. Il nostro lavoro nelle commissioni consiliari andrà avanti, ma non accetteremo che la burocrazia blocchi il nostro lavoro come successo in passato». (m.presta@corrierecal.it)





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