Cosenza, Chiappetta getta ombre sui revisori dei conti. «Dubbi sulla compatibilità»

Analisi di una “complicata” seduta di bilancio. Il consigliere contesta il parere negativo dei tecnici. Ambrogio fa la conta dei tagli mentre la “Piattaforma” vota in ordine sparso. Luca Morrone torna nella casa del centrodestra e Davide Bruno pensa alle Regionali (con la Lega)

di Michele Presta
COSENZA
Non c’è il partito del “complotto” (almeno ufficialmente) ma a Palazzo dei Bruzi le trame “oscure” turbano i sonni di chi governa la città. Mario Occhiuto nel corso dell’ultimo consiglio comunale (qui il resoconto) ha fatto un passaggio velato alle intercettazioni spuntate nell’inchiesta “Passepartout” sulla fetta del Pd che avrebbe voluto rallentare la realizzazione delle opere in cantiere. Non che sia stato argomento all’ordine del giorno, ma l’assist fornito dal consigliere di maggioranza Piercarlo Chiappetta è stato troppo ghiotto e ha permesso al primo cittadino di mettere le mani avanti sul parere in parte negativo del collegio dei revisori dei conti sulla manovra finanziaria (approvata poi nel corso dell’assise con 15 voti favorevoli e 5 contrari, ndr). Chiappetta sente puzza di bruciato, un innesco tutto politico? Non potremo mai saperlo, ma il consigliere eletto ne “I Moderati” non le manda certo a dire. «Mi dispiace l’atteggiamento del collegio dei revisori dei conti. In passato hanno votato a favore, oggi non si possono porre in questi termini – ha dichiarato –. Io da questo repentino cambio di idee non mi sento tutelato. O c’era superficialità oggi o c’era superficialità allora». L’indice è puntato contro uno dei componenti dell’organo di controllo. «Mi sembra strano che un professionista faccia parte di un collegio e abbia lavorato in una agenzia provinciale quando alla guida c’era Mario Oliverio e oggi collabori con la Regione. Ho dei dubbi rispetto alla sua compatibilità e ho dei dubbi sulla sua attendibilità quando si ritrova a valutare la situazione di debito del comune con la regione sul contenzioso delle acque».
LA MAGGIORANZA VUOLE USCIRE DALL’ANGOLO Il documento presentato in triplice firma (Salerno-Granata-Falbo) ha trovato sponda nella maggioranza intera. La manovra per sistemare gli 11 milioni di euro extra di debito è stata votata ma i mugugni non sono stati pochi. I consiglieri alla destra di Occhiuto vogliono le carte e anche con un certo anticipo. Tanto è scritto nelle pagine vergate poi da tutti a fine consiglio. «Il sostegno politico è incondizionato, ma abbiamo bisogno di conoscere tutto e con un certo anticipo», ha spiegato il consigliere Carmelo Salerno. Spazi che ha rivendicato anche il consigliere Giuseppe d’Ippolito. «Bisognerebbe sempre ricordare che chi siede tra queste fila ha sempre la capacità di autodeterminarsi e di incidere, per quanto è possibile, sulle scelte dell’ente. Ritengo che sarebbe stato necessario avere un dialogo diverso tra consiglio e giunta, che sarebbe stato meglio ascoltare qualche volta i consiglieri, che rappresentano il popolo perché votati e non nominati. La nostra voce se fosse stata ascoltata in qualche altra occasione non ci avrebbe portato a questa situazione, sinceramente credo che ogni tanto ammettere qualche errore non avrebbe ucciso nessuno e anzi avrebbe garantito una maggiore serenità per tutti».
I TAGLI ALLE SPESE E LA “NON MAGGIORANZA” Quali saranno gli effetti della manovra triennale? «Nel 2020 ci saranno tagli così distribuiti: Assistenza scolastica: 29mila euro (Convitto nazionale), trasporto alunni: 150mila euro, servizio mensa: 50mila euro, biblioteca civica: 104mila euro, ambiente e discariche: 450mila euro, servizi agli acquedotti: 800mila euro, asili nido: 400mila euro, assistenza domiciliare: 248mila euro, emergenza abitativa: 106mila euro, assistenza sociale: 200mila euro». Lo stillicidio dei tagli (che saranno quasi equivalenti anche nel 2021) in aula li ha elencati Marco Ambrogio «per questo annuncio il mio voto contrario». Ma “La Piattaforma” però sul voto diventa “liquida”. Dei 6, l’assessore Francesco De Cicco è l’unico componente di giunta ad essere assente in consiglio. Francesco Spadafora e Giovanni Cipparrone entrambi assenti hanno inviato una giustificazione al presidente del consiglio, Marco Ambrogio e Pasquale Sconosciuto hanno votato contro la pratica di bilancio mentre Francesco Cito ha dato voto favorevole. Occhi puntati su di loro, da entrambi gli scranni del consiglio. Dalla minoranza perché, come sghignazzato più volte nelle riunioni di commissione, «vogliamo stanarli per capire da che parte stanno»; dalla maggioranza perché un eventuale forfait dei cinque avrebbe messo in bilico il raggiungimento del numero legale. Ma nell’agglomerato di Palazzo dei Bruzi c’è anche il ritorno a casa del “figliol prodigo” Luca Morrone. «Sono di centrodestra», dice. E la sfiducia di ormai quasi quattro anni fa è un “peccato” redento. È ritornato anche Davide Bruno, anche lui ha espresso parere contrario al voto, ma il ritorno a Palazzo dei Bruzi potrebbe rappresentare un segno di pace in vista delle regionali. I ben informati non hanno mai fatto mistero di una sua volontà di mettersi in lista per le regionali e, seppur mantenendo un profilo basso, Bruno da diversi mesi è militante cosentino della Lega di Matteo Salvini. (m.presta@corrierecal.it)







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