Cultura: a Sergi, Cappelli e Caridi il Premio Giuseppe De Capua 2019

LONGOBUCCO Pantaleone Sergi, Vittorio Cappelli e Giuseppe Caridi sono stati i vincitori della sesta edizione del premio “Giuseppe De Capua” 2019 organizzato dall’amministrazione comunale di Longobucco, per ricordare il sacerdote…

LONGOBUCCO Pantaleone Sergi, Vittorio Cappelli e Giuseppe Caridi sono stati i vincitori della sesta edizione del premio “Giuseppe De Capua” 2019 organizzato dall’amministrazione comunale di Longobucco, per ricordare il sacerdote e intellettuale scomparso nel 2007, il quale nella sua lunga vita ricoprì incarichi diversi e importanti ecclesiastici: vicario generale della Diocesi, cancelliere, rettore, docente. Autore di saggi storici e antropologici, De Luca ha dimostrato sempre una predilezione per le problematiche sociali e culturali del territorio.
La cerimonia di consegna del premi si è svolta nella suggestiva Piazzetta Sfera del centro silano.
Sergi è stato premiato per la sezione “romanzo storico” per il suo “Liberandisdòmini”, primo di una quadrilogia dedicata alla vita di una “Macondo” della Calabria durante il Novecento, Mambrici, un paese immobile nel tempo e nello spazio dove sembra non succeda niente e invece succede tutto e altro ancora. La giuria del premio ha considerato “Liberandisdòmini” pubblicato dall’editore Pellegrini di Cosenza, un vero e proprio “caso” letterario.
Per la sezione storia e ricerca il premio è andato a Vittorio Cappelli per il suo volume “La belle époque italiana di Rio de Janeiro” nel quale affronta il tema dell’immigrazione meridionale e calabrese di massa che ha svolto un ruolo di primo piano nel tumultuoso processo di crescita di Rio de Janeiro, nell’arco di tempo che ha preso il nome di “belle époque tropical”, quando Rio era la capitale del Brasile. Premio anche a Giuseppe Caridi per il suo volume “Carlo III” in cui ricostruisce le vicende storiche, biografiche e storico politiche di Carlo III, re di Napoli e Sicilia dal 1734 al 1759 e poi di Spagna dal 1759 al 1788. Carlo III di Borbone ha ricoperto un ruolo di primo piano nella storia europea del secolo XVIII.
Nelle motivazioni è stato sottolineato come questi autori hanno saputo raccontare a livello nazionale e internazionale anche la storia della Calabria con le sue luci e le sue ombre, punti di forza e di debolezza, facendola conoscere e apprezzare al vasto pubblico, diventando in questa maniera esempi per le future generazioni.
All’iniziativa hanno preso parte il vice sindaco di Longobucco Mario Lapietra con il delegato alla cultura Bruno De Luca, il sindaco di Cropalati Luigi Lettieri, gli assessori alla cultura di Cropalati Michela Boccuti e di Corigliano Rossano Donatella Novellis, lo storico Giuseppe Ferraro, il delegato alla cultura della diocesi di Rossano Cariati don Pino De Simone, la famiglia di monsignor De Capua, rappresentata per l’occasione dalla nipote, la giornalista Anna Russo. La serata è stata allietata dalla possente voce del cantante lirico Quintino Berardi.







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