Cosenza, gli Oss licenziati salgono sul tetto dell’Azienda ospedaliera

La protesta degli 80 operatori socio sanitari in servizio all’ospedale a cui è stato dato il benservito dopo 25 anni di lavoro precario. Senza esito l’incontro con il commissario

COSENZA Gli 80 operatori socio sanitari in servizio all’ospedale civile di Cosenza che nei giorni scorsi si sono visti recapitare una lettera di licenziamento stanno protestando da diverse ore sul tetto della sede dell’Azienda ospedaliera. L’incontro con il commissario dell’Ao non ha soddisfatto gli 80 operatori che hanno infine deciso di rimanere sul tetto ad oltranza.
Si sono presentati in massa nel quartier generale dell’Ao e riuscendo a eludere la vigilanza hanno guadagnato i piani alti dell’edificio urlando alla città tutto lo sdegno per il licenziamento arrivato dopo 25 anni di lavoro precario. Le maestranze della Coopservice, società appaltatrice dei servizi in capo all’Annunziata, nei giorni scorsi, dopo una proroga del commissario Saverio Cotticelli, hanno ricevuto il foglio di via poiché la convenzione tra l’Azienda ospedaliera ed il nosocomio bruzio è ormai scaduta già dal mese di luglio. La vicenda per i lavoratori è particolarmente spigolosa. Le linea di indirizzo, nell’ottica di ridurre la spesa, è quella di esternalizzare sempre di meno i servizi, per questo gli 80 operatori socio sanitari potrebbero essere sostituiti dai colleghi delle altre province che hanno sostenuto in passato un concorso pubblico e adesso aspettano di entrare in servizio.
LA SOLIDARIETÀ DI PINO GENTILE Sulla vicenda è intervenuto il vicepresidente del consiglio regionale Pino Gentile, che manifesta «solidarietà e vicinanza» ai lavoratori licenziati. «È necessario trovare una soluzione che salvaguardi l’occupazione degli operatori socio-sanitari che da circa 25 anni prestano servizio presso l’ospedale civile di Cosenza, contribuendo a garantire il quotidiano espletamento delle attività sanitarie e sopperendo, di fatto, alle carenze di organico causate dal blocco del turnover.
Nelle more – sostiene Gentile – che gli organi deputati, il commissario ad acta Saverio Cotticelli e il direttore del dipartimento Tutela della Salute Antonio Belcastro, individuino le misure più adeguate alla risoluzione della problematica, quale ad esempio l’internalizzazione dei lavoratori e dei servizi, come già avvenuto in altre Regioni italiane, auspico – continua Gentile – che anche il contratto degli Oss venga prorogato al pari dei loro colleghi addetti ai servizi di pulizia e sanificazione. Vogliano i predetti Organi – conclude Pino Gentile – investire della problematica il neo ministro della Salute, proponendo una revisione del decreto Calabria che prenda in considerazione anche la salvaguardia occupazionale dei tanti operatori esternalizzati che sono divenute figure indispensabili nelle corsie ospedaliere». (mipr)







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