Cosenza, l’ecodistretto si farà a Morano Calabro – VIDEO

Nell’ultima riunione dell’Ato i sindaci della provincia hanno votato la proposta a maggioranza, astenuto il comune di Mormanno. Il primo cittadino De Bartolo: «Gesto di responsabilità verso tutta la regione». Per le discariche di servizio si pensa a San Pietro in Amantea e Carpanzano

di Michele Presta
COSENZA Questa sembra essere proprio la volta buona. L’ecodistretto della provincia di Cosenza, un investimento di oltre 40 milioni di euro, sorgerà nel comune di Morano Calabro. La delibera di giunta e le relazioni tecniche, propedeutiche alla candidatura dell’impianto, sono state rese note nel corso dell’ultima riunione Ato Cosenza, al ridotto del teatro Rendano. Tutti favorevoli i sindaci presenti all’assise tranne il primo cittadino di Mormanno che ha motivato così la sua astensione: «Sono venuto a conoscenza di questa proposta solo adesso, sarebbe stato opportuno discuterne in occasione delle riunioni del distretto del Pollino». Scelte e tempi della discussione accelerate dall’emergenza rifiuti che sta investendo tutta la regione ma anche dalla possibilità che a decidere tutto senza coinvolgere in un processo democratico gli amministratori locali fosse stato un commissario nominato dalla regione. «Non ci lasceremo alle spalle la crisi –ha dichiarato il presidente di Ato rifiuti Marcello Manna- ma in termini politici forniamo una risposta che questa provincia aspetta da 25 anni».
IN NOME DELLA RESPONSABILITÁ «La situazione è già abbastanza grave –ha spiegato il sindaco di Morano- ecodistretto non vuol dire inquinamento ma riqualificazione». L’area sulla quale dovrebbe sorgere l’impianto si trova in prossimità dello svincolo autostradale. «Continueremo a fare opportune verifiche –ha aggiunto Niccolò De Bartolo- ma penso che questo è un segnale da prendere a modello. L’ecodistretto può rappresentare opportunità di crescita e occupazionali per l’intero territorio». Non mancheranno le polemiche. «Abbiamo il polso fermo e dialogheremo senza problemi con i cittadini. È logico che però al tempo stesso mi aspetto molto sostegno anche da parte della politica». De Bartolo fa incetta di applausi e pacche di incoraggiamento. Da tutti è definito «responsabile» e «coraggioso», qualità che su proposta del sindaco di Castiglione Cosentino, Salvatore Magarò, gli valgono l’elezione a vice presidente dell’Ato.
LE DISCARICHE, LA CRISI E LE TARIFFE Meno di qualche giorno fa, al termine di una riunione in Prefettura, l’assessore regionale all’ambiente ed il commissario della discarica di Cassano hanno raggiunto un accordo per l’ampliamento della discarica. Una soluzione resa necessaria dopo l’ordinanza contingibile e urgente emessa dal presidente Mario Oliverio. L’ampliamento del sito di smaltimento che si trova sullo ionio cosentino permetterà di fronteggiare temporaneamente l’emergenza, ma rimane il nodo cruciale delle discariche di servizio. Su questo, gli animi sono meno entusiasti. Al momento due sono i comuni dove le discariche di servizio potrebbero essere realizzate: San Pietro in Amantea e Carpanzano. Ma se l’emergenza rifiuti trova tanto spazio nella cronaca, altrettanto non è nelle sedi che sarebbero deputate a risolverla. Una nota polemica è sollevata proprio dal presidente dell’Ato cosentina: «Siamo in 56 su 250 –ha detto Manna- questa è una cosa negativa forse a tutti non è chiaro quanto siano importanti queste riunioni». Ma se luci sembrano schiarire le ombre del futuro eco distretto, ombre rimangono sulla quota della tassa dei rifiuti pagata alla regione Calabria. Il debito è di 9 milioni di euro, al momento dalla provincia di Cosenza sono stati versati soli 500mila euro «tutti dai comuni piccoli» sottolineano con un ghigno gli amministratori locali, punzecchiando i colleghi dei grandi comuni ancora inadempienti. (m.presta@corrierecal.it)







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