La variegata platea leghista (con Gentile in prima fila)

Tanti dialetti (e non troppi cosentini) al cinema Morelli nel giorno di Salvini. Tra osservatori interessati e aspiranti candidati, provano a farsi largo i giovani del Carroccio

di Michele Presta
COSENZA “Que la Lega valga alegria, no la pena!”. Il riadattamento politico del motto ispanico sulle angosce generate dalle pene d’amore, a latitudini meridiane calabresi, rappresenta al meglio gli stati d’animo delle forze di centrodestra impegnate nel trovare la quadra per il prossimo candidato alle elezioni regionali. Poche le carte sparigliate da Matteo Salvini nella città di Cosenza, ma la visita del segretario del Carroccio permette di osservare il fenomeno Lega anche in Calabria. Sforato il tetto del 20% alle elezioni europee, cosa c’è del partito attualmente tra Reggio Calabria e Praia a Mare? Innanzitutto un commissario, poi, un aspirante eurodeputato (Vincenzo Sofo) che aspetta gli esiti della Brexit per accomodarsi al Parlamento europeo, una platea abbastanza variegata di simpatizzanti e correnti interne. Queste sono le più temibili e fuori controllo. Vietate le fughe in avanti, i “niet” di Invernizzi sono pronti a tenere a bada le fazioni tra chi gradirebbe il primo cittadino bruzio alla guida della coalizione di centrodestra (in gran parte amministratori locali) e chi invece spinge per altre soluzioni (soprattutto l’asse Crotone-Catanzaro).
BRUZI LEGHISTI «Tornerò il giorno dopo che avremo liberato la Calabria». La replica della prima andata in scena al teatro Morelli, Matteo Salvini, ce l’ha già in mente. Ma se martedì il palco è stato calpestato dai soli Vincenzo Sofo, Massimo Casanova, Vito Comencini, Cristian Invernizzi, adesso i casting per una parte al prossimo spettacolo sono ufficialmente aperti. Iniziando dai padroni di casa, oltre al già menzionato Granata, in prima fila lato opposto era accomodata Katya Gentile. L’ex vice sindaco di Cosenza (adesso presidente dell’associazione Legittimamente) non ha lesinato applausi al capitano. A Salvini, Katya Gentile vorrebbe dare una chance perché espressione di una forza politica che in Calabria non ha mai governato. Solo una simpatia per il momento anche perché il banco potrebbe saltare se il Carroccio in coalizione sostenesse Occhiuto lasciando alla figlia del consigliere regionale Pino Gentile una sola possibilità: «Vade retro!». A palazzo dei Bruzi, in quota Lega, siede anche Davide Bruno. Sono solo rumors, ma vanno tutti nella direzione secondo la quale da diverso tempo stia lavorando a una candidatura alle elezioni regionali. Profilo basso il suo, niente posti d’avanguardia e poche incursioni nelle tipiche beghe di partito di cui la Lega non è chiaramente immune. A rivendicare uno spazio Emma Staine. L’ex candidata al Parlamento Europeo e prima ancora nelle liste delle politiche del 4 marzo, è stata tra le più attive nel dare il benvenuto al segretario confederale. Nessuna regia occulta, tutt’altro: rivendica uno spazio essendo tra le prime ad aver visto il seme leghista capace di germogliare anche nella provincia di Cosenza. Ma se gli osservati speciali di Cosenza città sono loro, altrettanta menzione e considerazione meritano i giovani leghisti. Già organizzati e strutturati (forse meglio dei grandi) al “capitano” tra un selfie e l’altro hanno fatto capire che ci proveranno in tutti i modi, costi quel che costi.
LEGA CALABRA «Siamo circondati» hanno sghignazzato diversi cosentini lo scorso martedì. Qualcuno è arrivato anche da Messina e se fuori ad occhio 3mila persone contestano Salvini, gli accenti al Morelli sono tanti. Cospicua la delegazione della città di Corigliano-Rossano dove la Lega fa breccia, altrettanti sono quelli venuti dal tirreno cosentino, sia alto che basso. Poco più di 600 i posti occupati, ma altrettanti simpatizzanti restano fuori. Di buon ora sono arrivati anche i leghisti di Lamezia Terme, idem per quelli che da Reggio Calabria hanno seguito l’ex candidata alle elezioni europee Francesca Porpiglia. Nessuno escluso, per quanti vedono in Matteo Salvini l’uomo della redenzione calabra, altrettanti sono claque di esponenti leghisti presenti sul territorio. Tutto legittimo, Cosenza è stata baricentro della Calabria per una sera e non è da escludere sia così per le settimane a venire. (m.presta@corrierecal.it)







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