Il riscatto negato: intimidazioni sui cantieri della Sila-Mare

Acido nei motori di un escavatore tra Longobucco e Cropalati, furti e danni per 150mila euro. Nel mirino l’azienda che realizza i lavori della strada. Ma la criminalità minaccia tutto il territorio

LONGOBUCCO La strada Sila-Mare, per anni, è stata soltanto un’ipotesi. Ora i lavori vanno avanti e i cantieri sono finalmente operativi. Purtroppo, però, sono diventati oggetto di intimidazioni: uno stillicidio che ha raggiungo il proprio acme nei giorni scorsi, quando a piccoli danneggiamenti – sempre denunciati dalla ditta che esegue i lavori – è seguita un’intimidazione più insidiosa e pesante.
Nei giorni scorsi, infatti, un altro dei cantieri della Ferraro Spa ha subìto un atto intimidatorio: questa volta è stato preso di mira un sito che si trova nei comuni di Longobucco e Cropalati, dove si sta realizzando il IV lotto della strada che collegherà Mirto-Crosia-Longobucco-Sila.

Ignoti sono entrati in azione più volte, danneggiando gravemente un escavatore: hanno aggiunto acido all’interno del serbatoio dell’olio motore, rendendo il mezzo inutilizzabile. Poi, a distanza di pochi giorni, hanno trafugato un’ingente quantità di carburante stoccato nella cisterna di cantiere, attrezzature da lavoro e utensileria varia, e prima di abbandonare l’area con la refurtiva, indisturbati hanno messo a soqquadro gli uffici, rubando i supporti digitali con le registrazioni delle telecamere di sorveglianza. I danni arrecati all’impresa sono quantificabili in oltre 150mila euro.

Un gesto vigliacco che fa seguito, purtroppo, a una serie di attacchi subìti dalla Ferraro Spa; lo scorso mese di settembre, un episodio simile è stato denunciato alle forze dell’ordine. Sulla vicenda sono state avviate le indagini da parte del Comando dei Carabinieri di Longobucco.
Quella strada, forse, per qualcuno dovrebbe rimanere soltanto un’ipotesi. L’episodio non crea, infatti, un danno solo all’azienda, ma a tutta la realtà nella quale si inserisce. Chi offre la propria professionalità al territorio vede violati i propri diritti. E un territorio privo di infrastrutture vede messa in crisi la propria possibilità di riscatto.

 







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