Non rubò i farmaci di cui era rappresentante, il tribunale lo reintegra al lavoro

Il tribunale dichiara nullo il licenziamento di un giovane cosentino accusato dal proprio datore di lavoro di aver sottratto farmaci durante l’attività lavorativa

COSENZA Il tribunale di Cosenza -sezione lavoro e previdenza- ha definitivamente reintegrato sul posto di lavoro un giovane cosentino, accusato dal proprio datore di lavoro ( una grossa società operante nella distribuzione di farmaci ndr) di aver sottotratto dei medicinali durante il trasporto ad alcune farmacie.  Sulla base di questa circostanza il dipendente si è visto licenziare per giusta causa, perdendo il posto di lavoro e quindi la possibilità di sostenere se stesso ed il proprio nucleo familiare, composto dalla moglie e dai figli. Ritenendo illegittimo il trattamento ricevuto dalla società, non avendo mai rubato alcunché ed avendo sempre lavorato in maniera corretta ed onesta, il lavoratore licenziato ha deciso di passare alle vie di fatto, citando dinanzi al Tribunale di Cosenza il suo datore di lavoro. Nel ricorso, redatto dagli avvocati Giuseppe Carratelli e Stefano Antonio Pellegrino, è stata evidenziata l’illegittimità della procedura di licenziamento, l’assenza di idonea motivazione e, soprattutto, l’insussistenza degli addebiti contestati, che peraltro non risultavano specifici. Sulla base di queste argomentazioni il Tribunale di Cosenza ha accolto il ricorso proposto dal giovane cosentino, ordinando al datore di lavoro di reintegrare immediatamente il lavoratore, con pagamento degli stipendi e dei contributi non versati, con condanna ad un risarcimento del danno di circa 30.000 € ed al pagamento delle spese legali, non essendo mai emerso, nel corso del giudizio, che il giovane cosentino avesse rubato dei farmaci.







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