Emergenza rifiuti nel Cosentino, il rebus dell’ecodistretto (e dei debiti). Ultimatum per l’Ato

Lunedì una riunione che sa di ultima spiaggia. Manna, Stasi e Altomare intanto hanno incontrato i gestori degli impianti insieme all’assessore Rizzo. Crisi scongiurata solo per il week-end

di Michele Presta

COSENZA Sarà una riunione lacrime e sangue. Nel pomeriggio di lunedì 14 ottobre, l’assemblea Ato rifiuti Cosenza si riunirà nella sala consiliare del municipio di Rende e dovrà determinarsi su due aspetti fondamentali: risolvere la questione dei Comuni morosi nei confronti della regione Calabria (qui la notizia) e trovare il bandolo della matassa circa l’individuazione dell’area dove far sorgere l’ecodistretto della provincia e le discariche di servizio. Si tratta di due aspetti che rischiano di far andare in ginocchio la raccolta dei rifiuti in provincia di Cosenza, considerando che i gestori degli impianti hanno deciso di incrociare le braccia dichiarandosi non più disponibili a trattare la spazzatura senza ricevere il corrispettivo economico. I rifiuti costano e il debito delle amministrazioni comunali nei confronti della Regione è lievitato a 9 milioni di euro. Di questi, al momento, solo ne è stato versato solo uno e ad onorare la cambiale sono stati soprattutto i piccoli Comuni del Cosentino. Preliminare alla riunione di lunedì, infatti, è stato l’incontro con l’assessore regionale all’ambiente Antonella Rizzo. Questi argomenti sono finiti tutti sul tavolo dell’incontro anche perché Marcello Manna (sindaco di Rende), Flavio Stasi (sindaco di Corigliano Rossano) e Giovanni Altomare (sindaco di Rogliano), in rappresentanza dell’Ato 1, di fronte si sono ritrovati i gestori degli impianti di trattamento: Calabria Maceri, gestore dell’impianto di Rende, il Consozio Ekro, gestore dell’impianto di Rossano, la società Miga, gestore della discarica di Celico, e la società Bieco che gestisce la discarica di Cassano. Cosa ne è uscito fuori? Una riunione dai toni serrati, con i tre sindaci che sono riusciti ad evitare la crisi almeno fino a lunedì dietro la promessa che dall’assemblea esca qualcosa di concreto.
I DUE FRONTI Molti amministratori alle riunioni Ato nell’ultimo anno e mezzo si sono dati alla latitanza. Un amaro in bocca che il tavolo di presidenza nell’ultima riunione ha palesato senza mezzi termini. Lunedì potrebbe non essere così anche perché c’è bisogno di un impegno concreto affinché chi non ha pagato il canone alla regione provveda a farlo subito. In questa direzione sembrerebbero muoversi diversi comuni che avrebbero già predisposto un impegno di spesa, mentre il sindaco Manna, nel corso della riunione con l’assessore Rizzo, ha anche proposto di portare la questione sui tavoli romani di Anci affinché per i Comuni in dissesto e pre-dissesto sui canoni dei rifiuti si possa intervenire con nuovi strumenti. Si tratta di ipotesi, comunque, da risolvere a crisi rientrata. I Comuni sono in affanno ed i pochi soldi che entrano in cassa dal pagamento della Tari, al netto della grande evasione, bastano per onorare gli impegni con la società di raccolta dei rifiuti come succede nel Comune di Cosenza (anche palazzo dei Bruzi è tra i morosi). Non meno complicata è l’individuazione dell’area da destinare alla realizzazione dell’ecodistretto. Con il Comune di Morano Calabro ormai fuori dai giochi (qui la notizia) trovare un’amministrazione disposta ad ospitare l’impianto è come cercare un ago in un pagliaio. Per questo, l’ipotesi che lunedì potrebbe diventare realtà è di lasciare in mano ad un commissario il compito di scegliere un luogo idoneo. (m.presta@corrierecal.it)







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