Il Tribunale delle acque bacchetta Occhiuto: «Ordinanza non urgente»

I giudici hanno accolto il ricorso della Sorical contro la scelta del Comune di Cosenza di imporre l’erogazione dell’acqua alla città nel luglio del 2017

COSENZA Nuova gatta da pelare per la giunta Occhiuto. Il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha annullato l’ordinanza emessa il 16 gennaio del 2017 dal sindaco Mario Occhiuto con la quale il primo cittadino aveva imposto l’erogazione della portata istantanea costante minima idrica di 311 litri al secondo dell’acqua pubblica e la consegna al Comune delle chiavi dei punti di controllo di vari punti acqua. Ad adire il Tribunale la Sorical che così ottiene una vittoria contro il Comune di Cosenza. Quel provvedimento il sindaco l’aveva adottato per sopperire ad una situazione venutasi a creare dopo la decisione della società di gestione delle acque che aveva ridotto la portata dell’acqua verso il comune per la siccità che aveva colpito le città colpite dalla siccità dell’estate di due anni fa e fornite dall’adduttore dell’Abatemarco. Ma anche per scongiurare alcuni problemi igenico-sanitari di Cosenza venutisi a creare proprio per la riduzione della portata dell’acqua. Motivazioni pero’ non sufficienti, per il Tribunale superiore delle acque pubbliche, per giustificare l’adozione dell’ordinanza da parte del sindaco. «Appare evidente – scrivono a questo proposito nella motivazione della decisione i giudici – come nella fattispecie non venga in considerazione una situazione venutasi a creare improvvisamente e tale da imporre l’impiego di uno strumento eccezionale quale quello utilizzato». Secondo il Tribunale, infatti, quell’atto disposto da Occhiuto «non risulta oggettivamente legato all’esigenza improvvisa di far fronte a una situazione imprevedibile, ma legato in primo luogo alla dispersione idrica, e in primo luogo risolvibile attraverso un’adeguata manutenzione delle reti idriche anziché con l’utilizzo di uno strumento “extra ordinem”». Per i giudici ci sarebbe stato da parte del Comune «un periodo di tempo lunghissimo per intervenire in via ordinaria sulle proprie reti cittadine facendo in modo che la fornitura idrica di Sorical potesse bastare a soddisfare il fabbisogno della popolazione». Ed infine per i giudici «non risulta adeguatamente comprovata l’avvenuta esecuzione, da parte dell’Amministrazione comunale dei lavori e degli interventi, anche manutentivi, sulle rete secondarie, ai quali si fa riferimento nell’ordinanza del sindaco». Da qui l’accoglimento del ricorso della Sorical e la conseguenza “bocciatura” dell’operato della giunta comunale cosentina.





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