“Il Gusto della Cultura”: a Cosenza il convegno dell’Accademia Italiana della Cucina

Branda: «Il cibo è cultura, storia, civiltà e scienza. Intorno ai sistemi alimentari i popoli hanno realizzato comunità, tramandato usanze che hanno sedimentato tradizioni e cultura»

COSENZA «Il cibo è cultura, storia, civiltà e scienza. Intorno ai sistemi alimentari i popoli hanno realizzato comunità, tramandato usanze che hanno sedimentato tradizioni e cultura. Per promuovere il valore del cibo e della cucina dei territori, patrimonio inestimabile ed espressione autentica di identità, l’Accademia Italiana della Cucina a Cosenza ne ha discusso in un partecipato convegno, che ha registrato la partecipazione del Prefetto Paola Galeone e di tanti ospiti». Così l’esperto di enogastronomia, Rosario Branda, delegato di Cosenza dell’Accademia Italiana della Cucina di Cosenza ha introdotti i lavori del convegno “Il Gusto della Cultura”, ospitato presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “Mancini – Tommasi” di Cosenza, nell’ambito della Settimana della cucina italiana nel mondo.
È toccato alla professoressa Felicita Cinnante portare il saluto dell’Istituto “Mancini – Tommasi” che «sintetizza quella che è la vocazione della nostra terra: l’agricoltura e l’enogastronomia». Sono seguite le relazioni del professore Mario Bozzo della Fondazione Carical secondo cui «la Calabria ha una tradizione culinaria illustre che abbiamo il dovere di far conoscere, arricchita dalle tante contaminazioni dei popoli che si sono susseguiti nella nostra regione».
Di contaminazioni ne ha parlato in maniera approfondita anche l’Accademico Onorario di Cosenza, il professore Ottavio Cavalcanti secondo cui «ogni popolo ha lasciato un segno sia linguistico che alimentare e la trattazione del tema del convivio in tutte le epoche da parte di tanti uomini di cultura lo attesa», del professore Francesco Perticone dell’Università Magna Graecia di Catanzaro che fatto riflettere sul fatto che «abbiamo perso la cultura del mangiare sano e della stagionalità, che rappresentano l’anticamera per le malattie cardiache, del diabete, dell’obesità causata dai grassi e dall’eccessiva produzione di insulina».
Il professore Francesco Menichini, Coordinatore regionale dell’Accademia, ha parlato di nutraceutica, cioè della possibilità di nutrirsi con gli alimenti naturali, e della possibilità di farlo in Calabria, terra ricca di piante ed elementi che apportano benefici per l’uomo.
Nel concludere i lavori del convegno, il Prefetto di Cosenza Paola Galeone ha plaudito all’iniziativa dell’Accademia «che è un volano per  promuovere quello che scopriamo con i risultati della ricerca, per dedicare tempo all’approfondimento, soprattutto verso i ragazzi affinché seguano una corretta alimentazione e non le diete squilibrate e dannose alla salute». Insieme al Prefetto Galeone, agli Accademici e ai relatori, si è provveduto a consegnare dei riconoscimenti nazionali conferiti dall’Accademia Italiana della Cucina, Istituzione culturale della Repubblica Italiana: il IX Premio “Giovanni Nuvoletti” 2019 per la valorizzazione della Buona Tavola Tradizionale regionale al Ristorante Aquila&Edelweiss di Camigliatello Silano; il XXXI Premio “Dino Villani” a Gerardo e Giulia Colavolpe della Nicola Colavolpe & C. di Belmonte Calabro per le crocette, il prodotto tradizionale eccellente; il Premio “Massimo Alberini” 2019 all’azienda Vallefiore di San Giovanni in Fiore “per l’eccellente spaccio aziendale di formaggi e salumi di produzione propria”.
Presenti, tra gli altri, gli Accademici Gino Arone, Leopoldo Aristodemo, Franco Gentile (consultore), Giovanni Molinaro, Alfonso Niccoli, Mimmo Provenzano, Eugenio Rogano (segretario) e Pietro Vivona (vice delegato).







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