Ao di Cosenza, il Tar stoppa il “licenziamento” dei dipendenti Seatt

Accolto il ricorso dell’azienda e dei dipendenti, difesi dall’avvocato Spataro. I giudici riconoscono la sussistenza di «una situazione eccezionale di particolare gravità e urgenza»

COSENZA Il Tar Calabria di Catanzaro ha accolto l’istanza cautelare monocratica proposta dalla Seatt (Società Cooperativa Sociale Servizi Avanzati Tecnologici e Terapeutici arl) e dalla maggior parte dei suoi dipendenti, in servizio per l’espletamento dei lavori di cui ai servizi Front/office e di supporto amministrativo presso le varie Unità operative complesse dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, sospendendo in tal modo l’efficacia dei provvedimenti attraverso i quali l’Azienda Ospedaliera di Cosenza aveva comunicato la data del 30 novembre 2019 quale termine di definitiva scadenza del contratto afferente i succitati servizi.
In particolare, il Tribunale Amministrativo adito, in accoglimento delle tesi fatte valere per conto dei ricorrenti dall’avvocato Giovanni Spataro, del foro di Cosenza, ha ritenuto sussistente, nella fattispecie indagata, una situazione eccezionale di particolare gravità ed urgenza, da tutelare attraverso l’adozione di una misura cautelare provvisoria.
La vicenda, nello specifico, trae origine dalla procedura concorsuale bandita, nel novembre del 2015, dall’Azienda Ospedaliera di Cosenza ed avente ad oggetto l’affidamento, per due anni con opzione di rinnovo per il terzo anno, dei servizi di Front/Office e di supporto amministrativo presso le varie Unità operative complesse.
Al termine della procedura, era risultata aggiudicataria la cooperativa Seatt, la quale, in ragione delle clausola di Salvaguardia sociale contenuta espressamente negli atti di gara, era stata chiamata a riassorbire tutto il personale già utilizzato per l’espletamento del servizio e costituito da ben 54 dipendenti.
Alla scadenza biennale del contratto, l’Azienda ospedaliera di Cosenza, dopo aver disposto una pregnante attività istruttoria e verificato la concreta ed effettiva necessità di continuare a servirsi dei servizi essenziali svolti dalla suddetta cooperativa, aveva deciso di avvalersi della opzione di proroga del medesimo contratto per un ulteriore anno.
Contestualmente, aveva dato avvio alle procedure per predisporre gli atti relativi alla nuova gara, confermando, dunque, la volontà di proseguire con l’esternalizzazione dei medesimi servizi. Sta di fatto, che in presenza di dichiarate criticità nelle rispettive dotazioni organiche, sia l’Azienda Ospedalera di Cosenza che la Stazione Unica Appaltante della Calabria, avevano rappresentato la loro impossiblità a portare a termine l’attivazione della gara in questione.
In una tale situazione di evidente empasse, era intervenuto il Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria, il quale, nel mese di luglio, aveva autorizzato la proroga del contratto per consentire l’individuazione della Sua di altra Regione per l’espletamento della nuova gara.
Pur correlando la disposta proroga alle succitate precise finalità ed esigenze, il Commissario aveva tuttavia indicato un termine di tre mesi per la proroga, ritenendo che lo stesso fosse evidentemente sufficiente per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Sennonché il predetto termine di proroga si è rivelato, in concreto, insufficiente, tant’è che nessun bando riguardante i servizi di Front e Back/Office e di supporto amministrativo presso vari reparti dell’Ao di Cosenza è stato di fatto pubblicato. Sulla scorta di tali presupposti, l’Azienda Ospedaliera di Cosenza, dopo aver fatto richiesta di ulteriore proroga, senza ottenere alcun riscontro da parte del Commissario ad acta, ha quindi comunicato alla Cooperativa Seatt la scadenza definitiva del servizio Front Office e Back Office alla data del 30 novembre 2019.
Sulla scorta di tali presupposti, la cooperativa Seatt, unitamente a molti dei 54 dipendenti in servizio per l’espletamento dei servizi Front/back office e di supporto amministrativo presso le varie Unità, hanno deciso di proporre gravame innanzi al Tar Calabria Catanzaro denunciando, sotto diversi aspetti, la palese illogicità, inammissibilità, contraddittorietà e contrarietà delle determinazioni assunte giacché del tutto antitetiche rispetto agli atti, provvedimenti e decisioni in passato adottate, sia dall’Azienda Ospedaliera di Cosenza che dal Commissario ad acta.
Per via della comunicata cessazione dei servizi, si era venuta a creare una situazione di grave criticità nella gestione degli stessi in particolare dei Cup, Ticket e Call Center che creava disagio a tutta l’utenza della Provincia di Cosenza accompagnata dalle proteste, pacifiche ma decise, dei 54 dipendenti, lasciati di fatto senza alcuna tutela ed in preda all’incertezza del futuro.
L’avvocato Giovanni Spataro ha manifestato grande soddisfazione per la decisione del Tar Calabria, la quale non solo restituisce quel minimo di serenità ai lavoratori, ma rappresenta un provvedimento particolarmente significativo anche per l’intera collettività e che, di contro, rischiava di vedersi depauperata di un servizio essenziale e strettamente connesso alla erogazione di prestazioni sanitarie.





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